Comarit fallita, Marocco senza flotta

Genova - Il tribunale del commercio di Tangeri ha dichiarato la liquidazione giudiziaria di Comarit, la compagnia marittima marocchina.

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Genova - Il tribunale del commercio di Tangeri ha dichiarato la liquidazione giudiziaria di Comarit, la compagnia marittima marocchina che aveva ereditato l’attività dell’ex-compagnia di bandiera Comanav. Per il Marocco è l’ennesimo doccia fredda sul fronte navale, nonostante i tentativi di rianimare una flotta nazionale. La stessa Comarit è rimasta per due anni nel limbo a seguito dei tentativi fatti per ristrutturarne il debito, dopo che nel 2012 le sue navi erano state bloccate dalla magistratura nei porti francesi e spagnoli che collegavano col Marocco. Nel frattempo però il governo di Rabat ha tentato anche un’altra strada per riappropriarsi dei propri passeggeri e per due volte, invano, ha messo a gara cinque rotte con l’Europa. L’appello a manifestare interesse era riservato unicamente a compagnie che fossero partecipate a maggioranza da soci marocchini. «Noi - spiega Ariodante Valeri, direttore generale della compagnia italiana Grandi navi veloci (Gnv) - non avevamo diritto a partecipare in quanto europei, ma abbiamo seguito entrambi gli appelli perché riguardavano nostri possibili concorrenti. Entrambe le volte però non si sono ottenuti risultati».

Insomma, il Marocco non è ancora riuscito a esprimere un soggetto armatoriale che possa reggere la concorrenza internazionale. La vicenda di Comanav-Comarit è emblematica. La Compagnie marocaine de navigation (Comanav), nata nel 1946, è stata privatizzata nel 2007. Il primo acquirente, Cma-Cgm, rivende subito il settore dei traghetti alla spagnola Balearia, che a sua volta nel 2009 lo rivende, per 80 milioni di euro, alla compagnia marocchina Comarit, che fa capo all’imprenditore Abdelali Abdelmoula. Dal principio del 2012 molte sue navi vengono fermate a causa dei debiti nei porti di Algeciras, Tarifa e Sète. Centinaia di marittimi rimangono per mesi a bordo senza stipendio. In estate il tribunale di Tangeri autorizza il tentativo di ristrutturazione del debito, mentre alcune navi cominciano a essere vendute. La Bissat ad esempio viene acquistata da una nuova compagnia marocchina, la Intershipping, nata proprio nel 2012. Intanto Gnv ottiene la rotta rimasta scoperta fra Sète e Tangeri e successivamente aggiunge anche il collegamento Sète-Nador, che vanno ad aggiungersi a quello già esistente fra Genova e Tangeri, portando a tre le proprie navi sul Marocco.

Per due anni la compagnia tenta di ridurre spese e debiti, ma alla fine deve alzare bandiera bianca Ai primi di giugno di quest’anno la polizia perquisisce la sede della compagnia su richiesta dei creditori. E ieri è arrivata la notizia della liquidazione giudiziaria. La compagnia aveva accumulato debiti stimati fra 1,5 e 2 miliardi di dirham, ossia circa 130-170 milioni di euro. Il tribunale ha stabilito che la data da cui si deve caloclare il non pagamento dei debiti è il 19 marzo 2011. La liquidazione mette adesso ancora più in forse il destino delle centinaia di marittimi della compagnia. Le speranze che il governo aveva affidato alla creazione di cinque compagnie nazionali per servire cinque diverse rotte fra Marocco e Europa, e che includevano anche l’occupazione dei marittimi di Comarit, sono tramontate con il fallimento dei due appelli a manifestare interesse. Alberto Ghiara