L’analisi di Drewry

Container, la rivincita del freddo

Ufficialmente terminata la festa dei noli marittimi - col ritorno su molte rotte, in primis la Shanghai-Genova - ai livelli pre-Covid, c’è ancora un settore che resiste al processo di normalizzazione che le compagnie stanno affrontando in questi mesi

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Container frigo operati dalla Dhl  

Genova - Ufficialmente terminata la festa dei noli marittimi - col ritorno su molte rotte, in primis la Shanghai-Genova - ai livelli pre-Covid (ma con costi aumentati per gli armatori anche del 30%, come ha sottolineano nei giorni scorsi Rolf Habben Jansen, amministratore delegato della Hapag-Lloyd) c’è ancora un settore che resiste al processo di normalizzazione che le compagnie stanno affrontando in questi mesi: quello dei refrigerati, che anzi parrebbe avere prospettive di sviluppo nei prossimi anni, sicuramente nel mondo, auspicabilmente in Italia una volta ridimensionata la pressione dell’inflazione sui prezzi al consumo.

Una voce di traffico importante per i porti liguri, che in Italia rappresentano anche il primo polo per la gestione della merce refrigerata in banchina: a fianco del Reefer Terminal di Vado Ligure, che è la più grande infrastruttura del Mar Mediterraneo per la gestione dei refrigerati alla rinfusa, ci sono infatti anche gli spazi dedicati ai container-frigo, per un totale di 4.150 prese dall’adiacente Vado Gateway fino ai terminal della Spezia, passando per le banchine genovesi.

Secondo l’ultimo rapporto della società di analisi londinese Drewry, il traffico dei container refrigerati è in crescita dall’inizio di quest’anno, dopo una battuta d’arresto nel corso del 2022, quando questa merceologia dopo 20 anni di continua espansione si era ritratta dell’1%, pari a una movimentazione complessiva di 137,5 milioni di tonnellate movimentate in tutto il mondo. Oggi la previsione di crescita a fine anno è del 2,3%, spinta dalla domanda asiatica, che supera gli effetti depressivi prodotti dall’inflazione nel mondo occidentale.

MERCATO IN CRESCITA, NOLI STABILI
Un’espansione del mercato che tuttavia non sarà sostenuta da un’equivalente crescita dei noli (il prezzo medio di trasporto di un container per il 2023, secondo Drewry, si stabilizzerà a 4.840 dollari a container), anzi rispetto ai picchi dello scorso anno, nel terzo trimestre ci sarà un calo del 31%, ma questo rappresenterà pur sempre un prezzo il 60% al di sopra del periodo pre-pandemico. Il motivo di questa differenza rispetto al crollo dei noli container è dovuta al fatto che questo mercato si muove principalmente su contratti annuali e su rotte Nord-Sud (ad esempio tra il Sud-America e il Mediterraneo), che tradizionalmente sono meno affollate di navi, e quindi più care da percorrere rispetto a quelle Est-Ovest (come Asia-Mediterraneo).

DALLA NAVE AL CONTAINER
Drewry prevede che grazie a questo equilibrio fatto di noli meno alti e di sostegno alla domanda, il traffico dei refrigerati crescerà del 3,7% fino al 2027 a fronte del temuto stallo dei traffici container tradizionali.

Una qualificata fonte di settore sottolinea anche che è in corso un altro fenomeno, ossia il trasferimento di una parte dei carichi che negli scorsi anni viaggiavano sulle navi-frigo ai container refrigerati, ora diventati più convenienti: e in effetti in questo senso sono un indizio i dati del Reefer Terminal dell’ultimo Report dell’Autorità di sistema portuale di Genova-Savona, che indicano nel semestre un calo del 34% dei traffici, sicuramente dovuto al decremento dei consumi della frutta (-9% secondo la Coldiretti), combinato alla tradizionale negatività del secondo trimestre dell’anno (dove cala la richiesta delle banane, di gran lunga la commodity più commerciata e trasportata del mondo in questo settore) - ma dove il passaggio da nave a container di diversi prodotti non può essere escluso.

DAL PORTO AL CAMION, IL FOCUS DELL’OITAF
Secondo i dati più recenti dell’Istat, la merce refrigerata rappresenta il 26% dei trasporti su strada in Italia, con 941 mila tonnellate di prodotti surgelati (24.800 in Liguria). Dal porto alla strada, con l’estate arrivano gli avvertimenti dell’Oitaf (l’Osservatorio interdisciplinare del trasporto Alimenti e Farmaci, del quale fanno parte minitero dei Trasporti, associazioni e aziende del settore): “Specie in questo periodo - spiega Clara Ricozzi, presidente dell’Oitaf - sono diverse le criticità che potrebbero alterare la catena del freddo. Tra le varie prescrizioni, ci sono la necessità di portare a temperatura la cassa prima di caricare i prodotti: operazione che se effettuata correttamente richiede almeno 90 minuti. Inoltre, durante il carico il gruppo frigo andrebbe tenuto spento, per evitare che l’aria calda proveniente dall’esterno crei condensa. E nello scarico il frigo va spento e le porte devono essere tenute aperte il meno possibile. Con 38 gradi esterni bastano 30 secondi di porta aperta perché una temperatura di -25 gradi aumenti sensibilmente”.