IL CASO

Demolizioni in crisi: mancano le grandi navi

Il Pakistan ha osservato un periodo di calma, caratterizzato da un mercato stagnante, senza cambiamenti o eventi significativi. La Turchia, invece, ha registrato una notevole flessione

2 minuti di lettura

La mancanza di navi di grandi dimensioni disponibili per la demolizione è ormai un dato di fatto, con le dovute differenze regionali. Nel suo ultimo rapporto settimanale, il broker marittimo Best Oasis sostiene che i mercati del riciclaggio delle navi in India, Bangladesh, Pakistan e Turchia presentino dinamiche di diversa natura. Il mercato indiano ha inizialmente mostrato stabilità ma presto ha dovuto affrontare una flessione indicando una tendenza al ribasso delle prestazioni. Il mercato del Bangladesh ha continuato la sua fase di acquisti cauti, con una pausa nelle cosiddette “attività di acquisto aggressive”.

Il Pakistan ha osservato un periodo di calma, caratterizzato da un mercato stagnante, senza cambiamenti o eventi significativi. La Turchia, invece, ha registrato una notevole flessione, con i prezzi delle navi che sono diminuiti sensibilmente, anche di 10-15 dollari, a seguito della carenza di offerta dovuta alle prospettive ottimistiche del mercato del trasporto merci che hanno fatto aumentare la domanda e limitato la disponibilità di navi. Alla luce delle recenti previsioni di Fitch Ratings, la possibilità di destinare navi al riciclaggio potrebbe registrare livelli variabili, influenzata dai previsti profitti a breve termine per le compagnie di navigazione internazionali, profitti guidati principalmente dalle tariffe di trasporto che rimangono abbastanza alte per controbilanciare le spese associate allo spostamento delle navi da un travagliato Mar Rosso. Nonostante queste sfide, non sono previste per il settore marittimo trasformazioni strutturali significative. Si prevede invece che la pressione al rialzo sulle spese di trasporto continuerà nel medio-lungo termine, alimentata dall'aumento dei costi operativi e delle tariffe nei porti e dalle esigenze economiche di conformarsi a normative ambientali più severe. Pertanto, come ha osservato Best Oasis, anche se potremmo non assistere a un aumento immediato del numero di navi destinate al riciclaggio, le mutevoli condizioni economiche sono destinate a plasmare la traiettoria delle attività di riciclaggio delle navi nel prossimo futuro. In un rapporto separato, il broker marittimo Intermodal ha affermato che il settore delle demolizioni sta affrontando una grave carenza di navi adatte al riciclaggio, in particolare di tonnellaggio maggiore. Questa carenza è il risultato di una confluenza di tensioni geopolitiche, tariffe di trasporto solide e una forte attività di noleggio in vari segmenti, che ha spinto gli armatori a mantenere le loro navi in acqua. Intermodal osserva come il Pakistan sia rimasto relativamente stabile. I fattori interni, tra cui la solida rupia pakistana e la stabilità dei prezzi delle lamiere d'acciaio, hanno consentito ai riciclatori di Gadani di mantenere prezzi competitivi. Tuttavia, il mercato si trova ad affrontare la sfida immediata di aggiornare le strutture per soddisfare i requisiti della Convenzione di Hong Kong entro i prossimi 16 mesi.

Il Bangladesh è emerso come il capofila, guidando i prezzi e acquisendo in modo aggressivo il tonnellaggio disponibile. La resilienza del mercato è sostenuta dalla solidità del taka del Bangladesh, dalla stabilità dei prezzi delle lamiere d'acciaio e dal recente allentamento delle restrizioni sulle lettere di credito. Nonostante l'offerta limitata di navi più grandi, i riciclatori del Bangladesh sono riusciti ad assicurarsi unità più piccole sfruttando la loro vicinanza geografica alle rotte di riciclaggio dell'Estremo Oriente. Il mercato turco si trova invece in una spirale discendente, afflitto da un'impennata dell'inflazione e da un indebolimento della lira. L'incertezza sulla volontà degli armatori di stipulare contratti ai livelli di prezzo più bassi previsti in Turchia ha messo in dubbio le prospettive del mercato.