Fincantieri lavora alle navi-drone
Trieste - «Stiamo lavorando a navi di non grandi dimensioni senza personale a bordo, e siamo già in uno stato avanzato». Lo ha annunciato l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, rispondendo agli azionisti, nel corso dell’assemblea
Trieste - «Stiamo lavorando a navi di non grandi dimensioni senza personale a bordo, e siamo già in uno stato avanzato». Lo ha annunciato l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, rispondendo agli azionisti, nel corso dell’assemblea. Bono ha aggiunto che il gruppo sta «costruendo traghetti a propulsione elettrica», utilizzabili «per brevi percorsi, dove ci sono isole vicine. Stiamo sviluppando le batterie, che vengono sostituite al porto di destinazione. Una commessa è già la Msc Yacht Club», ha aggiunto. L’assemblea degli azionisti di Fincantieri ha confermato questa mattina Giampiero Massolo presidente di Fincantieri e riconfermato Giuseppe Bono amministratore delegato. Massolo è arrivato in Fincantieri nel 2016; Bono nel 2002. Le cariche hanno durata triennale (fino al 31 dicembre 2021). L’assemblea ha anche approvato in 10 il numero dei consiglieri del consiglio di amministrazione (compresi presidente e ad), composto da cinque uomini e cinque donne. Le cariche saranno sancite nel pomeriggio dallo stesso consiglio d’amministrazione, alla sua prima riunione. L’assemblea ha dunque seguito le indicazioni dell’azionista di maggioranza, Fintecna, che detiene il 71,6% del gruppo triestino. In merito, erano state depositate tre liste di candidati consiglieri. Il cda è dunque composto da Barbara Alemanni, Giuseppe Bono, Massimiliano Cesare, Giampiero Massolo, Fabrizio Palermo, Federica Santini, Federica Seganti, indicati da Fintecna; Luca Errico ed Elisabetta Oliveri, indicati da Assogestioni; Paola Muratorio, indicata da Inarcassa. L’assembla ha inoltre approvato il bilancio 2018 della società, che chiude con un utile di 277 milioni di euro. A favore ha votato il 99,5% del capitale sociale, astenuto lo 0,06% e non ha votato lo 0,37%. Nessun voto contrario.
STX FRANCE
«Per il closing dell’operazione Chantiers de l’Atlantique manca soltanto il via libera dell’Autorità Antitrust» dice Bono, che ricorda poi come «un addizionale 1% del capitale azionario sarà prestato a Fincantieri».
«QUASI DUE PUNTI DI PIL»
«Abbiamo quasi 34 miliardi di carichi di lavoro complessivo pari a quasi 2 punti del prodotto interno lordo. È un risultato unico per il comparto e per l’industria intera» spiega Bono intervenendo all’assemblea degli azionisti, la quinta da quando la società è quotata. Bono ha parlato del 2018 come di un ulteriore «anno di crescita da primato. Negli ultimi quattro anni ricavi cresciuti del 9%».
«CON L’ENI PROGETTI INTERESSANTI»
«Il settore dell’estrazione petrolifera in mare è ancora in crisi, anche se ci sono timidi segnali di ripresa. Stiamo lavorando con Eni a progetti estremamente innovativi. Ci aspettiamo prodotti che in futuro possano essere accettati dal mercato» dice Bono.
«AGIAMO COME DEI PRIVATI, L’AZIONISTA CI PERMETTE DI FARLO»
«Siamo una società che agisce sul mercato», «agiamo come una società privata perché l’azionista ci permette di farlo», «fieri di essere una società posseduta da Fintecna e quindi da Cassa depositi e prestiti - dichiara Bono -. Potremmo dare un dividendo più alto - ha detto rispondendo a un’altra domanda - ma nel nostro piano sono previsti investimenti per 7/800 milioni, tutti finanziati dall’azienda, quindi buona parte del cash flow è destinato a questo». Alcuni azionisti hanno posto domande sul personale: «Ci criticano perché impieghiamo molto personale non italiano ma se potessimo trovare personale italiano...» spiega Bono. «La nostra è una azienda “maschilista”, ma adesso vi lavorano anche molte donne ingegneri, ragazze molto giovani, molto brave. Però dobbiamo metterle in condizioni» di lavorare bene «sapendo che la donna ha altri compiti oltre a quello di lavorare per l’azienda. Vorremmo essere tra i primi a trovare soluzioni». «America First? No, io dico Paese first», ha affermato ancora l’ad precisando, in merito alla stabilità del gruppo: «Noi fra dieci anni ci saremo, ma delle varie start up, di varie realtà della finanza, chi ci sarà? Uno dei valori per gli azionisti non è solo il dividendo o il numero, ma la stabilità che può dare l’azienda. Un futuro in cui l’azienda ci sarà e darà profitti».