il caso

Wärtsilä, tramonta l’ipotesi Mitsubishi. I sindacati: “Non c’è un piano del governo”

In campo l’ipotesi Fincantieri, resta viva la manifestazione di interesse di Ansaldo Energia

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Il presidio nell'area portuale a sostegno dei lavoratori triestini di Wartsila  

Roma – Mitsubishi si è sfilato dalla manifestazione di interesse che aveva presentato a luglio per rilevare il core business di Wärtsilä ma, nel frattempo, un interesse è stato manifestato da Fincantieri. Lo riferisce la Uilm-Uil che lo ha appreso dalla sottosegretaria alle Imprese, Fausta Bergamotto, nel corso del tavolo sulla vicenda del colosso finlandese. Confermata, invece, la presenza della genovese Ansaldo Energia.

Secondo quanto si apprende, il governo intenderebbe procedere sulla strada dell’accordo di programma. Antonio Rodà, segretario di Trieste della Uilm, si chiede: “Ma c’è davvero un progetto? Oggi al tavolo non abbiamo elementi per dire di avere avuto una risposta chiara dal governo”.

Il prossimo tavolo ministeriale plenario è convocato il 19 dicembre. “Da parte nostra – aggiunte la Uilm – abbiamo espresso forti perplessità circa la situazione palesata dal governo. Di fatto, oggi ci troviamo con nulla di concreto in mano. Chiediamo, invece, di capire nel concreto cosa rappresenti Ansaldo Energia e da oggi anche Fincantieri. Che progetto possono sviluppare sul sito di Bagnoli della Rosandra, in che tempo e con quante persone. La vera domanda è: c’è davvero un progetto?”. Per Rodà, “oggi non abbiamo elementi per dire di avere avuto una risposta chiara. Anche per quanto riguarda il ruolo di Wärtsilä, questa va richiamata alle sue responsabilità nell’accompagnare un percorso che prevede tempi più lunghi, e strumenti idonei per sostenere una reindustrializzazione”. “Lunedì 4 dicembre – conclude l’esponente della Uil – riferiremo ai lavoratori in assemblea con la presenza delle segreterie nazionali”.

“Nel corso dell’incontro”, conferma l’assessora regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, al termine del tavolo nazionale convocato a Roma, “le istituzioni hanno comunicato di aver individuato nell’accordo di programma lo strumento finalizzato a dare attuazione al percorso di reindustrializzazione del sito di Bagnoli interessato dalla cessazione dell’attività produttiva da parte di Wärtsilä e in assenza di una avvenuta reindustrializzazione del sito stesso da parte dell’azienda. Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit) e Regione Friuli Venezia Giulia hanno confermato di aver assunto un ruolo fortemente proattivo nel processo di reindustrializzazione senza che ciò implichi in alcun modo la deresponsabilizzazione di Wärtsilä, che dovrà garantire il proprio impegno al fine della condivisione di una soluzione positiva”. “Strategicità non solo territoriale del sito, tutela della vocazione industriale dello stesso e salvaguardia dei livelli occupazionali – tenuto conto anche dell’indotto – continueranno a essere i capisaldi del processo di reindustrializzazione che vede”, sottolinea Rosolen, “anche la disponibilità da parte di Ansaldo Energia e Fincantieri“. “Va comunque ribadito che le istituzioni hanno dovuto assumere un ruolo proattivo nel processo di reindustrializzazione a fronte di un mancato buon esito delle azioni esperite da Wärtsilä in tal senso”, conclude l’assessora.

"L'uscita di scena di Mitsubishi determina uno scenario da incubo. Wärtsilä è pronta ad andarsene e non c'è traccia di un piano concreto di reindustrializzazione". E' il parere di Sasha Colautti, responsabile nazionale dell'industria per l'Unione Sindacale di Base a conclusione del tavolo che si è tenuto oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy. "Il governo - prosegue Colautti - ora tenta la carta del coinvolgimento di Fincantieri parallelamente ad Ansaldo, ma dichiara allo stesso tempo che non c'è un piano industriale pronto e spendibile da subito. Si parla di accordo di programma per gestire la partita. Per Usb è necessario che il Ministero si assuma le sue responsabilità, facendo di tutto per garantire tutti i posti di lavoro. Colautti ritiene che vada "imposto a Wärtsilä di rimanere fino al compimento della reindustrializzazione, e l'eventuale accordo di programma deve includere le organizzazioni sindacali nella discussione per evitare che questo strumento determini spezzatino industriale. Va preservata - conclude - la strategicità del sito".