Ucina, si decide sulla presidenza

Genova - Perotti (Sanlorenzo) potrebbe rassegnare domani le dimissioni. Decisiva la posizione che prenderà il consiglio della Confindustria nautica.

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Genova - Per la Confindustria nautica sarà il primo consiglio direttivo del nuovo anno. Probabilmente anche il più importante di tutto il 2015. Il motivo è semplice: domani, secondo indiscrezioni che trapelano da fonti qualificate vicine al settore, l’attuale presidente di Ucina, Massimo Perotti, potrebbe rassegnare in assemblea le sue dimissioni. Un’eventualità sulla quale sono già da adesso disposti a scommettere in molti. Il numero uno di Sanlorenzo è stato eletto alla guida di Ucina la scorsa primavera, con un consenso quasi unanime, ma la sua rischia inevitabilmente di essere una delle presidenze più brevi di tutta la storia dell’associazione. Divergenze di idee con Anton Francesco Albertoni, al comando de “I Saloni Nautici”, scarso feeling con i piccoli marchi e un’incombente necessità di occuparsi dei propri impegni aziendali sarebbero, secondo i ben informati, le motivazioni che potrebbero spingere Perotti a fare un passo indietro. Nel caso di congedo anticipato, per la Confindustria nautica si aprirebbe una fase delicata, almeno tanto quanto la crisi economica che da alcuni anni morde l’intero comparto. Secondo quello che prevede lo statuto di Ucina, la guida dovrebbe immediatamente passare nelle mani di uno dei vice-presidenti.

Al momento i numeri due di Perotti sono Fabio Planamente (Cantieri del Pardo), Andrea Razeto (F.lli Razeto & Casareto), Lamberto Tacoli (Crn) e Pietro Carlo Vassena (Lepanto Marine). Tra questi avrebbe la precedenza quello che vanta una maggiore anzianità all’interno dell’associazione, che tra i quattro è Pietro Carlo Vassena. Ma si tratterebbe di una situazione del tutto temporanea in attesa che siano convocate nuove elezioni. Non prima però dell’intervento di tre “saggi”, esperti del settore che, una volta nominati dall’attuale consiglio direttivo, avrebbero il compito di portare a termine un’indagine esplorativa tra le decine di associati sparsi su tutto il territorio nazionale. La ricerca deve avere come obiettivo quello di trovare una figura in grado di ottenere un ampio consenso tra le imprese aderenti a Ucina e capace di assumere, dopo nuove elezioni, la carica di presidente. I tempi invece potrebbero variare. E tutto dipenderà se la decisione sarà quella di convocare un’assemblea straordinaria, per gestire un’emergenza improvvisa, oppure se la scelta sarà quella di aspettare l’incontro che la Confindustria nautica organizza ogni anno nel mese di maggio.

Ma la questione Ucina riguarda molto da vicino anche le sorti del Salone Nautico di Genova, considerata, nonostante la crisi degli ultimi anni, la principale manifestazione italiana per il mercato degli yacht e una delle più importanti kermesse del settore a livello europeo. Dallo scorso anno infatti, l’associazione che aderisce a Confindustria, ha in mano la completa organizzazione dell’evento attraverso “I Saloni Nautici”, realtà al comando della quale, proprio Massimo Perotti, ha deciso di mettere Anton Francesco Albertoni, ex presidente Ucina per due mandati consecutivi, anni nei quali il suo vice è stato lo stesso Perotti. Fiera di Genova, ente a capitale pubblico partecipato da Comune, Regione Liguria, Provincia, Camera di Commercio e Autorità portuale, sarebbe dovuta entrare nella società “I Saloni Nautici” acquisendone una quota pari al 50% per una cifra intorno ai 60mila euro. Ma l’accordo, nonostante numerosi proclami, non è ancora stato siglato ufficialmente.