Presidenza Ucina, i “big” scelgono Tacoli
Genova - C’è il nome: Lamberto Tacoli. Forse quello decisivo per il futuro di Ucina.
Genova - C’è il nome: Lamberto Tacoli. Forse quello decisivo per il futuro di Ucina. Secondo indiscrezioni che circolano con insistenza nel settore infatti, i “big”Azimut/Benetti, Ferretti e Baglietto starebbero puntando proprio sul presidente pro tempore della Confindustria nautica in vista delle prossime elezioni. Non solo: gli attuali candidati a prendere il posto lasciato libero da Massimo Perotti (Sanlorenzo) non convincono molti operatori italiani. I nomi, anticipati dal Secolo XIX/The MediTelegraph prima della comunicazione ufficiale, sono quelli di Andrea Razeto, Fabio Planamente, Pietro Vassena e Corrado Salvemini. Figure - sostengono gli scettici - poco conosciute e con scarsa esperienza, soprattutto a livello internazionale. Da qui la decisione dei tre grandi gruppi di scommettere sull’attuale guida di Ucina per sbaragliare la concorrenza.
Tacoli è stato per anni vice presidente della Confindustria nautica e dopo le dimissioni del patron di Sanlorenzo ha assunto, temporaneamente e per ragioni di anzianità, il comando dell’associazione, proprio come previsto dallo statuto. È amministratore delegato di Crn, marchio del gruppo Ferretti. Di conseguenza persona gradita al numero uno del colosso romagnolo, l’avvocato Galassi, così come a Beniamino Gavio e alla famiglia Vitelli. Tacoli ha poi una grande esperienza nel settore della nautica, sia a livello italiano che internazionale. Ma c’è di più: la candidatura sarebbe in grado di raccogliere molti consensi anche tra le piccole aziende del settore che soprattutto in queste ultime settimane di grande crisi per l’associazione hanno apprezzato le sue capacità di mediatore. Da qui il passo è breve: in vista delle prossime elezioni il nome del numero uno di Crn potrebbe essere aggiunto a quello degli attuali candidati a presidente. Più difficile invece che venga presentato direttamente il giorno dell’assemblea generale, anche se le regole lo prevedono, purché ci sia il consenso di almeno il 25% delle aziende aventi diritto al voto.
Tacoli ha poi sempre dichiarato di avere a cuore le sorti del Salone Nautico di Genova. Una manifestazione che, in passato, lui stesso per primo aveva ipotizzato di anticipare a maggio per battere la concorrenza di Cannes e Montecarlo. Una sua eventuale nomina potrebbe avere come conseguenza anche un ritorno all’evento ligure di marchi che, ad oggi, hanno già annunciato che non parteciperanno. Una presenza istituzionale ma comunque simbolica in vista di una riorganizzazione generale che, per questioni di sopravvivenza, dovrà toccare non solo il Salone ma soprattutto Ucina. Lo chiedono tre “big”. Ma non solo.