Ferretti, piano cinese da 50 milioni

Milano - La cura cinese fa bene a Ferretti.Il gruppo della nautica di lusso controllato da Weichai, dopo aver dimezzato le perdite nel 2014 e forte di un aumento di capitale da 80 milioni, punta nel triennio 2015-2017 sull’ulteriore sviluppo dei core brand in portafoglio attraverso investimenti in ricerca e sviluppo

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Milano - La cura cinese fa bene a Ferretti. Il gruppo della nautica di lusso controllato da Weichai, dopo aver dimezzato le perdite nel 2014 e forte di un aumento di capitale da 80 milioni, punta nel triennio 2015-2017 sull’ulteriore sviluppo dei core brand in portafoglio attraverso investimenti in ricerca e sviluppo prodotti per oltre 50 milioni di euro che porterà al varo di 27 nuovi modelli.

In questa direzione si inserisce anche la nuova Riva Superyachtdivision che sancisce l’ingresso del marchio nel segmento delle navi da diporto superiori ai 50 metri. «Siamo solidi, in salute, ricapitalizzati e pronti» e non abbiamo in programma la Borsa che «non è un obiettivo di oggi e non è nei piani», sintetizza l’amministratore delegato Alberto Galassi presentando, nella nuova sede milanese, le strategie di sviluppo e crescita dei per i prossimi tre anni, che fanno seguito all’aumento di capitale da 80 milioni di euro.

Ricapitalizzazione interamente sottoscritta e versata dall’azionista di maggioranza Weichai (che controlla l’86,8%, il 6,24 è di Rbs e il 6,94% di SVP). Grazie alla nuova gestione, nell’esercizio 2014, pur in un contesto di mercato particolarmente sfidante, Ferretti (1500 dipendenti più l’indotto) ha visto le proprie perdite più che dimezzarsi a circa 46 milioni di euro (da 98 milioni di rosso del 2013), e un indebitamento bancario che ha raggiunto il livello di più basso nella storia del gruppo attestandosi, a fine 2014, a 34 milioni di euro (da 235 milioni del 2013).

Il gruppo (che ha tra i suoi marchi Riva, Ferretti Yatch, Pershing, Custom Line) punta a raggiungere il break-even e un volume delle vendite pari a 542 milioni di euro a fine 2017, rispetto a vendite stimate pari a 373 milioni di euro a fine 2015 e a 392 milioni di euro nel 2016.