Nautica italiana, spuntano Viareggio e Tigullio

Genova - In alternativa a Genova per un evento, la Toscana stanzierebbe 2 milioni di euro. Lettera di Demaria (ucina): puntiamo sul Salone, Venezia non è “scippo”.

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Genova - La lieve ripresa della nautica giustifica il movimento pro business, anche sotto il profilo fieristico. Ucina, con I Saloni Nautici, ha giocato le proprie carte, puntando su Genova (il Salone anticipato e un nuovo evento a primavera dell’usato) e su Venezia. Ieri, con una lettera, il presidente di Ucina Carla Demaria ha specificato che «Genova resta il Salone di riferimento della nostra industria nautica, che vogliamo rivedere tornare ai grandi numeri ed essere, come è stato, il primo al mondo». Quanto alla città lagunare, «l’evento che ci è stato richiesto di organizzare sarà un’altra cosa, e non potrebbe essere altrimenti vista la configurazione del territorio che non ha una caratterizzazione espositiva di pari portata. Venezia ne sarà il corretto complemento».

Demaria respinge le accuse di «scippo» e invita le istituzioni genovesi a sedersi a un tavolo «concreto e operativo, rispettando il nostro ruolo nell’organizzazione». Ci sta anche una stigmatizzazione delle polemiche cittadine «che hanno poco a che vedere con la realtà del Salone». In sintesi: il nuovo piano portuale che «minimizza gli spazi e le funzioni del Salone»; la collocazione della nuova Torre Piloti che «mortifica una Darsena nata e finanziata per ospitare il Salone Nautico prima che ogni altra attività», darsena affidata «con concessioni troppo brevi nel tempo per effettuare una minima programmazione di investimento»...

Fin qui, Ucina. Su Genova starebbe discutendo anche Nautica italiana, la nuova associazione di settore guidata da Lamberto Tacoli. L’orientamento sarebbe quello di organizzarvi un nuovo evento nautico a primavera, per una fascia alta del mercato, dislocato tra Porto Antico, Fiera e Marina Aeroporto, con “vetrine” su prodotti Altagamma extra comparto (una sorta di controcanto di Montenapoleone Yacht Club & Unique). Un evento a vocazione internazionale, che nelle intenzioni degli organizzatori (non Nautica italiana, ma società e manager specializzati chiamati a gara ) sarebbe aperto a tutti i produttori, anche soci Ucina (con stesso sconto degli associati al nuovo sodalizio). E complementare al Salone di Genova, votato - questo il pensiero - più al mercato interno. Sedi alternative a Genova? Nautica italiana guarderebbe anche all’area Portofino-S. Margherita-Rapallo e a Viareggio. Per quest’ultima scelta il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, avrebbe messo a disposizione 2 milioni di euro.