Mega-yacht, il primato resta italiano
Genova - L’area mediterranea resta la preferita dagli armatori. I cantieri si assicurano il 42% del mercato. «E nel 2017 cresceremo ancora».
Genova - I cantieri italiani, nel 2016, costruiranno 424 yacht sopra i 30 metri di lunghezza (undici in più rispetto allo scorso anno), pari al 42% delle commesse mondiali. Un primato assoluto per il nostro Paese che distanzia e di molto, Olanda (14%) e Turchia (10%), rispettivamente al secondo e terzo posto a livello internazionale. C’è di più: la supremazia nostrana nel settore della grande nautica, è talmente evidente che i due Paesi che nella classifica seguono l’Italia, hanno consegnato, negli ultimi cinque anni, un numero pari solamente al 36% delle barche targate made in Italy. I dati sono stati resi noti in questi giorni dalla società inglese Superyacht Report.
«Queste cifre - spiega Lorenzo Pollicardo, segretario generale di Nautica Italiana - sono un premio agli imprenditori italiani e ai nostri cantieri. Senza dimenticare le decine di aziende e designer che operano nel segmento degli accessori e degli allestimenti. La grande nautica tricolore si conferma ancora leader mondiale, come ormai accade da più di quindici anni a questa parte, e le proiezioni per il 2017 indicano un’altra possibile crescita nel numero di ordini di almeno il 5%». In base alla stazza lorda, nel portafoglio ordini globali del 2016, la quota mondiale in capo ai produttori italiani è pari al 32%, ma considerando come parametro la lunghezza totale, la percentuale italiana sale al 41,7%. Delle unità costruite nei cantieri del nostro territorio, quasi il 100% viene commissionato da armatori stranieri, a conferma che ormai il business che interessa le grandi unità da diporto proviene quasi tutto dall’estero.
Appare sempre più importante il ruolo dell’Italia anche nel comparto refit & repair dei grandi yacht, che vede proprio nel bacino del Mediterraneo un’area chiave, e in costante sviluppo. Un contributo costruito principalmente sui alcuni driver: manutenzione, riparazione e restauro. Nella fascia 30-45 metri di lunghezza poi, sono 75 le unità in costruzione ad opera di cantieri associati a Nautica Italiana, mentre tra i 50 stabilimenti considerati da Superyacht Report più “vitali” a livello globale, sono dieci i marchi associati alla realtà degli ex Ucina: Arcadia Yachts, Azimut, Baglietto, Benetti, Crn, Custom Line, Mondomarine, Perini Navi, Pershing e Picchiotti. Quattro di questi rientrano persino tra i primi quindici al mondo: Benetti, Custom Line, Azimut e Crn. «Per la nostra realtà - prosegue Pollicardo - è ovviamente un motivo di soddisfazione, che certifica una leadership indiscussa sul territorio. Credo ci sia comunque la possibilità di crescere ancora, e l’obiettivo per i prossimi mesi deve essere quello di migliorare numeri già adesso molto buoni».
Oggi, la flotta mondiale di yacht sopra i 30 metri di lunghezza, è composta da 5.362 unità, 49 in più rispetto allo scorso anno e circa tremila in più rispetto al 1997. Nel 2020, secondo le previsioni, le imbarcazioni arriveranno quasi a quota seimila. L’area del Mediterraneo resta quella preferita dagli armatori: nel periodo invernale ospita il 56% degli yacht, mentre durante la stagione estiva la quota sale al 70%. Un dato riguarda poi la provenienza degli ospiti a bordo: il 28% è nordamericano, il 22% europeo (italiani esclusi), il 20% russo, il 14% arabo e solamente il 2% è di nazionalità italiana. Infine il valore economico del settore a livello internazionale: la cifra arriva a 2,4 miliardi di euro.