Dubai sbarca in Montenegro

Cattaro - Dubai sbarca nell’Adriatico.Investment Corporation of Dubai, il fondo sovrano d’investimenti che fa capo al governo dell’Emirato (un gigante che ha in portafogli dal petrolio alle banche, dalla finanza al real estate) ha acquisito il Montenegro Marina and Resort

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Cattaro - Dubai sbarca nell’Adriatico. Investment Corporation of Dubai, il fondo sovrano d’investimenti che fa capo al governo dell’Emirato (un gigante che ha in portafogli dal petrolio alle banche, dalla finanza al real estate) ha acquisito il Montenegro Marina and Resort, il porticcolo e complesso turistico di lusso costruito a Teodo (Tivat), nella baia di Cattaro, dalla Montport Capital, società che fa capo all’imprenditore minerario canadese Peter Munk, il fondatore della Barrick Gold di Toronto (la più grande compagnia mineraria quotata del mondo) e un gruppo di grandi investitori guidati da Lord Jacob Rothschild (Oleg Deripaska, Nathaniel Rothschild, Bernard Arnault, Sandor Demijan e Anthony Munk).

Per Icd si tratta del primo investimento in Montenegro e nel settore dei marina, per i quali - si legge nella nota di accompagnamento all’intesa - «si prevede una forte crescita nei prossimi anni». «Porto Montenegro rappresenta per noi un’opportunità per accedere a un business di successo con un significativo potenziale di espansione di sviluppo» conferma Mohammed Al Shaibani, direttore esecutivo e ceo del fondo d’investimenti emiratino. «Icd è il soggetto ideale per portare la struttura a un livello successivo di crescita e per massimizzare il suo potenziale virtualmente illimitato. Lasciamo Porto Montenegro in mani sicure» il commento di Peter Munk.

Porto Montenegro oggi offre 450 ormeggi per yacht fino a 250 metri di lunghezza e un piano per realizzarne altri 400. A terra è caratterizzato da 228 appartamenti di lusso, più 55 unità commerciali e un albergo, il cinque stelle Regent Hotel, con 80 suite.

L’ingresso di un colosso come Icd e più in generale di Dubai nel Mediterraneo e nel business dei marina potrebbe - sotto il profilo della concorrenza - suonare come un campanello d’allarme per l’Italia. «Non sono d’accordo - dice Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, l’associazione italiana dei porti turistici -. Vedo invece una conferma del valore del settore, delle sue potenzialità di sviluppo e dell’Adriatico. In particolare, di un triangolo Venezia-Trieste-Tivat per i servizi e il rimessaggio di grandi yacht».