Saloni, a rischio l’evento di primavera
Genova - Nautica Italiana potrebbe cambiare idea, e farlo già nelle prossime settimane. In discussione c’è il salone di primavera, quello che l’associazione dei marchi fuoriusciti da Ucina ha programmato al Porto Antico di Genova a partire dal 2017, ma che adesso rischia di essere spostato a Viareggio
Genova - Nautica Italiana potrebbe cambiare idea, e farlo già nelle prossime settimane. In discussione c’è il salone di primavera, quello che l’associazione dei marchi fuoriusciti da Ucina ha programmato al Porto Antico di Genova a partire dal 2017, ma che adesso, per scelta degli stessi organizzatori, rischia di essere spostato a Viareggio.
Una decisione definitiva, secondo fonti vicine al dossier, verrà presa entro la fine di luglio. Le istituzioni liguri, Regione in primis, hanno chiesto a Nautica Italiana un palinsesto eventi condiviso con Ucina, realtà che nel capoluogo ligure già organizza da anni il tradizionale Nautico d’autunno. Ma il dialogo tra il sodalizio guidato da Lamberto Tacoli, che ha affidato l’organizzazione del proprio evento a Fiera di Milano, e la Confindustria nautica stenta a decollare, nonostante ci siano già stati diversi incontri tra le parti. Qui entra in gioco la Regione Toscana, che non ha mai nascosto il desiderio di voler organizzare un grande evento dedicato al settore sul proprio territorio, magari a Viareggio. E che sarebbe ben felice di accogliere la manifestazione di Nautica Italiana se l’associazione dovesse decidere di mettere da parte Genova e guardarsi attorno. Sul territorio toscano operano poi alcuni dei principali marchi italiani del comparto che oggi fanno parte proprio del sodalizio capitanato da Tacoli, tra questi Azimut/Benetti e Perini Navi. C’è di più: la Toscana potrebbe mettere a disposizione del salone di primavera anche alcuni aiuti economici per sostenere la kermesse e riempire le banchine del porto di Viareggio di mega yacht.
Sempre in tema di saloni, la scorsa settimana, in occasione di un vertice romano tra le due associazioni di settore e il governo, il neo ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha sottolineato che le due realtà - che fino ad oggi si sono fatte la guerra - devono deporre le armi e mettersi d’accordo su Genova, altrimenti da Roma non arriverà nessun finanziamento per gli eventi, nonostante il governo abbia espresso la propria disponibilità a sostenere il settore. All’incontro erano presenti anche Regione Liguria e “Porto Antico Spa” e la riunione, dopo il confronto con il ministro Calenda, è proseguita con il sottosegretario Ivan Scalfarotto.
Ma a livello nazionale, nel settore nautico, resta aperta anche un’altra partita, quella che riguarda Confindustria. Nautica Italiana ha fatto richiesta di iscrizione ormai da tempo, ma per il momento non ha ancora avuto risposta dagli industriali. Il piano di viale dell’Astronomia, secondo quanto risulta al Secolo XIX/The MediTelegraph, sarebbe quello creare una “federazione di scopo”, all’interno della quale dovrebbero confluire le due rispettive associazioni, seppure per un tempo non superiore a tre anni. Al termine di questo triennio, si dovrà arrivare all’unificazione dei due sodalizi.