«Licenziati? Bloccheremo il Nautico»
Genova - I sindacati minacciano lo sciopero generale e chiedono subito un vertice a Roma contro i tagli. Corteo e presidio a Genova dei lavoratori di Piaggio ed Ericsson. Doria: «contatterò il governo».
Genova - L’ultimatum arriva da piazza Corvetto dopo quattro ore di sciopero e traffico in tilt. «Entro martedì vogliamo l’incontro con la presidenza del Consiglio. Se non sarà il governo a chiamarci saremo noi a farci trovare. Martedì bloccheremo il Salone Nautico. E per reagire ai continui licenziamenti siamo pronti allo sciopero generale». I sindacalisti scandiscono le parole al megafono appena usciti dall’ennesimo vertice in prefettura per chiedere l’intervento del governo nelle vertenze Ericsson e Piaggio Aero. Due mondi opposti, l’alta tecnologia di Erzelli e lo storico stabilimento di velivoli di Sestri Ponente, entrambi di proprietà straniera. Ingegneri specializzati e operai, un centinaio ieri in piazza per la prima volta insieme per dare forza alle vertenze che rischiano di costare 236 posti di lavoro, 147 tagli nella multinazionale svedese delle telecomunicazioni, 89 in Piaggio. Numeri dell’industria genovese in apnea a cui si aggiungono gli 86 portuali della coreana Hanjin, ormai fallita, che conosceranno il loro futuro soltanto domani mattina, dopo un vertice con Cgil, Cisl e Uil.
«Questa è una crisi complessiva allarmante - spiegano Bruno Manganaro segretario Fiom, Alessandro Vella della Fim Cisl e Antonio Apa della Uilm - Pretendiamo di avere dal prefetto una convocazione a Roma per discutere delle due crisi aziendali. E per avere delle risposte, questa volta. Vogliamo ricreare in città lo stesso clima che ha consentito di salvare la Fincantieri dieci anni fa, con uno sciopero generale». La rabbia e la rassegnazione ritmano il corteo dal palazzo della Prefettura alla vicina piazza Corvetto. In strada non si discute di numeri ma del primo giorno di scuola dei figli, del caro-libri e di come riuscire a pagare l’affitto tra qualche mese. I fischietti e i cori iniziano a coprire il volume dei clacson mentre gli striscioni vengono scritti con gli spray, per terra: “Lavoratori licenziati. E Renzi? Coi padroni”. «Sembra assurdo ma adesso è molto peggio di due anni fa - confidano alcuni lavoratori di Piaggio Aero - Siamo molti meno e tanti sono in cassa integrazione dal 2014. Ci avevano rassicurato che non sarebbe successo nulla. E invece il risultato è questo».
Il nuovo piano industriale parla di un dimezzamento dei dipendenti del gruppo con sedi a Villanova d’Albenga e Genova da 1307 a 650 persone, 132 esuberi (89 nello stabilimento di Sestri) e un’incognita sul futuro dei dipendenti genovesi. Gli stessi dubbi coinvolgono i lavoratori Ericsson, 147 persone a un passo dal licenziamento che la multinazionale svedese proporrà per due mesi su base volontaria. «Il governo deve convocare Ericsson e Piaggio Aerospace per discutere di piani industriali, non di licenziamenti», commenta il sindaco Marco Doria, unico rappresentante delle istituzioni locali presente al vertice in largo Lanfranco. «I lavoratori hanno ragione. Io e il prefetto ci siamo impegnati a contattare il governo in tempi rapidi». Interventi per cercare di evitare altre proteste e il blocco del Salone Nautico. Una mobilitazione annunciata che scatena le critiche dell’assessore regionale allo sviluppo Edoardo Rixi, contrario ad ogni mobilitazione alla kermesse della Foce. «Sarebbe soltanto un autogol, anzi un assist al governo per allontanare da Genova il Salone - attacca Rixi - Come Regione stiamo facendo il massimo per farci sentire ma quale azienda potrebbe mettersi a parlare con un ente che presto, con la riforma costituzionale, perderà tutte le prerogative nel rapporto con le grandi aziende? Ben venga lo sciopero generale ma bloccare il Nautico non serve».