Nautica, il giorno della tregua

Genova - Va in porto la mediazione del governo. Demaria (Ucina): «Prove di convivenza». Cala la tensione tra associazione e “dissidenti”.

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Genova - L’obiettivo era evitare che quella mano che Ucina negli ultimi tempi ha teso agli avversari di Nautica Italiana, non cadesse nel vuoto. E così è stato. Perché se tra la Confindustria nautica e i separatisti non è ancora scoppiata la pace, si può parlare almeno di «prove di convivenza» come spiega Carla Demaria alla fine di una lunga giornata di confronto a Roma tra le due associazioni, con arbitro il ministero dello sviluppo economico. «Confronto positivo e costruttivo» dicono i due contendenti, e la sensazione è che il Salone della Pace abbia fatto un passo in avanti. La casa comune l’ha già creata, almeno sulla carta, il governatore ligure Giovanni Toti. Una società a maggioranza pubblica con i privati coinvolti, sia in termini di quote che nella governance. Il presidente vuole fare in fretta e Ucina raccoglie: «Bastano anche pochi mesi, non ci metteremo tanto - spiega Carla Demaria al Secolo XIX - Già da tempo stiamo costruendo il percorso, dialogando con le istituzioni: noi ci siamo». Anche l’ostacolo del peso delle due associazioni sembra superabile.

Ucina spiega che «bisogna calcolare bene il nostro valore: l’associazione ha una competenza di oltre 50 anni» e Nautica Italiana punta al completamento del lavoro «sugli aspetti più delicati quali location e governance, con la consapevolezza che l’obiettivo è quello di definire insieme una strategia di più Saloni Nautici nell’arco dell’anno, che sia vincente e competitiva a livello internazionale, volano di sviluppo per la nautica italiana e utile per il settore». È probabile che altri privati entreranno nella nuova società che si occuperà di organizzare i saloni nautici della Liguria. Al dossier stanno lavorando anche in Regione e alcuni gruppi interessati si sarebbero già fatti avanti. Ormai è dato per acquisito un secondo evento oltre al Salone d’autunno, che coinvolga i grandi cantieri. La richiesta è il cavallo di battaglia dell’associazione di Tacoli e Ucina e Regione sono sostanzialmente d’accordo: essenziale è che si faccia in Liguria.

Il Tigullio sembra essere la location predestinata, punto di mediazione tra Viareggio, Milano e altri progetti che via via starebbero cadendo, ma c’è anche l’opzione Porto Antico. Ucina incassa un punto (segnando anche il ritorno a casa dei cantieri Comar dopo la parentesi in Nautica Italiana) e “i ribelli” conquistano il secondo evento più glamour e con un layout «internazionale». Per questo anche per i prossimi confronti il clima sembra positivo: «È stato un tavolo di lavoro costruttivo e ci siamo accordati sul realizzare un’analisi di fattibilità» spiega la numero uno di Ucina e a breve - conferma Nautica Italiana - ci sarà un altro incontro al ministero. Ad aiutare il clima di pace anche i dati di mercato che indicano una ripresa che nel 2016 segnerà un aumento del 17% rispetto all’anno precedente. Se il settore continua il trend, l’accordo si troverà più facilmente.