Nautica, pace tra associazioni (quasi) fatta

Genova - Vertice con il sottosegretario Scalfarotto. Mise pronto a finanziare i saloni di Genova e Viareggio. Accordo verbale tra le parti. Ucina e i “dissidenti” hanno 24 ore per dare una risposta al governo.

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Genova - Fumata (quasi) bianca. Perché il sottosegretario Ivan Scalfarotto ha chiesto ai diretti interessati 24 ore di silenzio assoluto prima della firma di un accordo che pare ormai essere in dirittura d’arrivo. I vertici di Ucina e Nautica Italiana, le due associazioni che rappresentano le aziende nazionali del settore yacht, si sono incontrati nel pomeriggio di ieri a Milano nella sede dell’agenzia Ice, alla presenza del sottosegretario allo Sviluppo economico, che ha avuto dal ministro Calenda l’incarico di trovare un punto di intesa tra due realtà che da mesi si stanno dando battaglia. Associazioni che da tempo hanno diviso l’intero comparto a livello nazionale, portando avanti una guerra fatta a colpi di accuse reciproche.

Il vertice di ieri, secondo fonti vicine al dossier, è terminato con un accordo verbale tra le parti sulla base di un programma proposto proprio da Scalfarotto, anche se alle due associazioni sono state concesse ulteriori 24 ore di tempo per eventuali osservazioni, prima di fornire al governo una risposta ufficiale. A Milano si sono presentati il presidente Lamberto Tacoli ed il segretario generale Lorenzo Pollicardo per Nautica Italiana, mentre per Ucina erano presenti la numero uno Carla Demaria e la direttrice generale Marina Stella. Il vertice è iniziato nel primo pomeriggio ed è andato avanti per più di tre ore.

Il governo, da parte sua, ha confermato la propria disponibilità a finanziare il Salone di Genova edizione 2017 - manifestazione il cui marchio è di proprietà di Fiera di Genova ma che da tre anni è organizzato da Ucina - e allo stesso tempo si è impegnato a sostenere l’evento che Nautica Italiana, a partire da quest’anno, organizzerà a Viareggio. Il tutto però, solamente dopo che le due associazioni firmeranno un accordo nel quale, prima di ogni altra cosa, si impegneranno a deporre le armi per poi iniziare a collaborare tra loro. Il governo non ha invece imposto nessuna riunificazione in un’unica associazione, visto che gli attuali soci di Nautica Italiana erano tutte aziende che in passato sono state iscritte ad Ucina. Da parte di Scalfarotto è stato presentato un piano nel quale le due realtà in futuro dovranno operare riconoscendo l’attività l’una dell’altra.

Se al termine delle 24 ore di tempo che il sottosegretario ha concesso - prima che Ucina e Nautica Italiana diano una risposta al governo - dovesse arrivare una bocciatura alla proposta di accordo presentata ieri a Milano, il Mise non concederà alcun aiuto ai saloni nautici in programma nel 2017, spostando i soldi destinati al comparto verso altre manifestazioni. Un’ipotesi, quest’ultima, che non dovrebbe verificarsi visto che già ieri un’intesa verbale è stata comunque raggiunta. Ma dopo mesi di divisioni, accuse e dietrofront, nel mondo italiano della nautica tutto potrebbe ancora accadere.