Porto di Cagliari: protestano 190 portuali senza lavoro da un anno

Gli ex lavoratori del terminal Cict del porto canale di Cagliari hanno deciso di promuovere un sit-in di protesta, davanti alla sede dell'Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, che andrà avanti per tutta la settimana

Nave ormeggiata al terminal Cict in una foto d'archivio

Cagliari - Senza un lavoro da un anno e nessuna garanzia sul loro futuro, i 190 ex lavoratori della Cict (terminal container) del porto canale di Cagliari hanno deciso di promuovere un sit-in di protesta, davanti alla sede dell'Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, che andrà avanti per tutta la settimana. Chiedono che il presidente dell'Autorità di sistema, Massimo Deiana, si faccia portavoce della loro vertenza a Roma, nei ministeri dei Trasporti e del Lavoro, in modo che la situazione possa essere sbloccata.

"Da oltre un anno", evidenzia William Zonca, segretario regionale Uil Trasporti, "stiamo seguendo la richiesta per l'attivazione dell'Agenzia del Lavoro per i terminalisti. E' una situazione insostenibile per le 190 famiglie che ruotano attorno a questa attività. Non possiamo permetterci di disperdere le professionalita' che lavoravano in Cict, considerata un'eccellenza italiana". A febbraio scorso era sfumata la proposta della societa' inglese Pifim Company, finalizzata a ottenere la concessione demaniale marittima del terminal container del Porto Canale di Cagliari.

"Adesso", spiega Zonca, "c'è un interesse di Q Terminal, azienda di riferimento del Qatar e dal presidente dell'Autorita' portuale abbiamo saputo che ci sono anche altri interessati. Comunque, riteniamo che come per Gioia Tauro e Taranto dove l'Agenzia è in vigore ormai da 5 anni, anche Cagliari deve avere lo stesso trattamento. E' impossibile che il governo oggi non riesca a emendare all'interno della legge di bilancio uno strumento che tutelerebbe questi 190 lavoratori, che avrebbe un costo di neppure 3 milioni di euro all'anno".

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