In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog
la sentenza

Progetto di Ponte Parodi, l’Autorità portuale di Genova condannata dal Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha riformato una sentenza del Tar della Liguria accogliendo il ricorso in appello e la domanda risarcitoria presentati dalla società AltaPonteParodi

1 minuto di lettura

L'area di Ponte Parodi a Genova

 

Genova - Colpo di scena al Consiglio di Stato sul progetto di Ponte Parodi nel porto di Genova. Il Consiglio di Stato ha riformato una sentenza del Tar della Liguria accogliendo il ricorso in appello e la domanda risarcitoria presentati dalla società AltaPonteParodi S.p.a., con una sentenza che obbliga l'Autorità di sistema portuale del mar ligure occidentale "ad adempiere esattamente alle obbligazioni assunte", nei confronti di AltaPonteParodi S.p.a., con l'accordo del 30 settembre 2010, fissando in tre mesi il termine per la proposta e la quantificazione.

L'Authority portuale di Genova è stata condannata anche alla rifusione alla società delle spese del doppio grado di giudizio, liquidate in 10mila euro. La vicenda interessa da vicino anche la società Porto Antico di Genova S.p.a. Il caso si trascina dal 2007, quando venne sottoscritto l'accordo di programma relativo al nuovo centro polifunzionale.

Il 20 aprile 2007, l'Autorità portuale disponeva la sospensione dell'efficacia della concessione limitatamente alle aree interessate da esigenze di allestimento dei cantieri dei lavori di "cinturazione idraulica" e di "riprofilatura" delle banchine ovvero da occupazioni di soggetti estranei al progetto. La sospensione veniva poi prorogata con atti nel 2008, 2009 e 2010, tutti impugnati dinanzi al Tar Liguria da Porto Antico / AltaPonteParodi con diversi giudizi poi transatti con successivo accordo. Nelle more, in forza di convenzione stipulata il 21 novembre 2007, Porto Antico aveva affidato in subconcessione le aree demaniali ad AltaPonteParodi S.p.a. (la società di progetto costituita tra i membri dell'ATI aggiudicataria) affinché procedesse alla progettazione definitiva ed esecutiva, alla realizzazione e alla gestione dell'opera.

Nel dicembre 2008, AltaPonteParodi trasmetteva il progetto definitivo dell'intervento all'Autorità portuale, progetto che veniva poi aggiornato nel febbraio 2010. Nel settembre 2010, l'Autorità portuale, Porto Antico di Genova S.p.a. e AltaPonteParodi S.p.a. stipulavano un nuovo accordo che, tra l'altro, prevedeva l'elaborazione di ulteriori modifiche progettuali e la proroga dei termini per l'ultimazione dei lavori e lo sgombero delle aree e la contestuale rinuncia ai giudizi pendenti.

L'Autorità portuale e Porto Antico stipulavano, in data 22 febbraio 2011, un atto suppletivo che modificava la concessione in conformità ai contenuti dell'accordo del 30 settembre 2010. In data 23 marzo 2011, la convenzione tra Porto Antico e AltaPonteParodi veniva adeguata ai contenuti dell'atto suppletivo. Con nota del 26 luglio 2013, AltaPonteParodi sollecitava l'Autorità portuale a completare gli interventi previsti; in seguito la società inoltrava altri quattro solleciti o diffide. Quindi chiedeva la condanna dell'ADSP ad adempiere agli impegni previsti dall'accordo del settembre 2010 e al risarcimento dei danni derivanti dal ritardo nell'adempimento delle obbligazioni assunte. Una lunga battaglia legale che ora registra la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso in appello presentato nel 2020. 

I commenti dei lettori