Marittimo morto su una nave a Napoli, la reazione della comunità portuale: “Più sicurezza”
Incidenti in calo, ma i sindacati sottolineano che non è sufficiente
Il porto di Napoli
(ansa)Genova – È Gaspare Davì, 45 anni e originario di Trapani, il marittimo morto sabato sera nel porto di Napoli, mentre lavorava a bordo della nave Antares della Gnv. Il marinaio di bordo stava ultimando le manovre di carico, prima della partenza della nave, quando è rimasto schiacciato dalla ralla, intenta a posizionare un semirimorchio. L'uomo non si sarebbe accorto della manovra ed è rimasto schiacciato, morendo sul colpo. I sindacati si dicono sgomenti per l'accaduto ed esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia del marinaio, in particolare alla moglie e alle due figlie.
La reazione dei sindacati: “Più controlli e sanzioni”
L’incidente è avvenuto intorno alle 19,50 di sabato sera nel porto di Napoli, mentre la vittima lavorava a bordo della nave Antares della Gnv. "Siamo stanchi di leggere fiumi di parole e commenti inutili - ha detto il segretario generale della Fit Cisl Campania, Alfonso Langella - che ogni volta accompagnano una morte assurda come quella avvenuta ieri sera.Chiediamo alle istituzioni di intervenire sulle norme relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro, che evidentemente non sono sufficienti o adeguate. Accanto a questo, serve una formazione continua e strutturale, che dev'essere in capo a tutte le aziende, ma anche controlli e sanzioni più severe".
"Ancora un'altra vittima e questo dato di fatto – ha affermato a sua volta una nota della Fit Cisl nazionale - ci fa dire che non bastano più le richieste di investimenti, le proclamazioni di pacchetti di ore di sciopero, di maggiori verifiche e di più controlli, perché se è vero che c'è stato un calo degli incidenti fatali, secondo quello che rileva Eurostat facendo il punto sulle vittime di incidenti navali per le unità di bandiera Ue, è altrettanto vero che ogni morte è insopportabile. Chiederemo all'armatore – ha aggiunto la nota – di avviare, già a partire da domani, un confronto per comprendere le dinamiche dell'incidente, capire cosa non ha funzionato e proporre tempestive iniziative e azioni da mettere in campo a maggiore tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. Il nostro obiettivo è realizzare con gli armatori e le loro associazioni datoriali le condizioni per costruire e diffondere una più incisiva cultura della salute e della sicurezza sul lavoro a bordo delle navi per fermare questa maledetta scia di sangue. Confidiamo - ha concluso la Fit - che si creino in tempi rapidissimi i presupposti per innalzare i già elevati standard di sicurezza affinché si raggiunga sulle navi italiane l'obiettivo di zero eventi fatali”.
Per il segretario generale della Filt Cgil Campania, Angelo Lustro, "quest'ultimo episodio conferma che l'attenzione da rivolgere alla sicurezza nei luoghi di lavoro non è mai abbastanza. C'è molta tensione tra i lavoratori portuali e marittimi di Napoli - ha aggiunto - bisogna agire subito per esaminare con attenzione quanto è successo e intervenire sui rischi correlati e sulle interferenze. È inaccettabile che un giovane possa morire mentre compie il proprio dovere, perché lavoro non deve significare morte". Una nota dell Filt nazionale ha sottolineato come “si continuano a cancellare regole e diritti come la decurtazione dell'indennità di malattia nei confronti dei lavoratori marittimi prevista dalla scorsa finanziaria. Vanno rafforzati gli organismi di controllo e di ispezione". "Abbiamo bisogno - ha dichiarato infine la Filt Cgil nazionale - di azioni concrete con la messa in campo di risorse da parte delle istituzioni e delle autorità competenti, il quanto mai urgente aggiornamento dei decreti 271 e 272 del 1999 e di ogni intervento per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro”.
"Nell'esprimere il nostro più profondo cordoglio alla famiglia del lavoratore chiediamo a gran voce che si mettano in campo tutti gli strumenti necessari per arrestare la scia degli infortuni mortali sul lavoro": così Giuseppe Nocerino, segretario regionale del settore marittimi Uiltrasporti Liguria sull’incidente mortale di Napoli. "Non è più accettabile - ha sottolineato il sindacalista - parlare di incidenti sul lavoro: occorrono subito investimenti per garantire sicurezza. La sicurezza non rappresenta un costo, ma come una risorsa necessaria per salvare vite umane. Tuttavia, nel comparto marittimo, si continuano a cancellare regole e diritti come la decurtazione dell'indennità di malattia nei confronti dei lavoratori prevista dalla scorsa finanziaria. Vanno rafforzati gli organismi di controllo e di ispezione. Abbiamo bisogno di azioni concrete con la messa in campo di risorse da parte delle istituzioni e delle autorità competenti. Per la Uiltrasporti - ha concluso Nocerino - è più che mai mai urgente l'aggiornamento dei decreti 271 e 272 del '99 e di ogni intervento per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro".
Il cordoglio di Gnv
Gnv con una nota "esprime il proprio cordoglio e si unisce al dolore ai famigliari del collega, membro dell'equipaggio, che ha perso la vita nell'indicente, manifestando loro la massima vicinanza e supporto". La nota ha garantito “massima collaborazione alle autorità preposte per chiarire l'esatta dinamica dell'accaduto. Da una prima ricostruzione il marittimo sarebbe stato fatalmente investito da un semirimorchio durante la fase di carico sulla nave che si trovava ormeggiata presso il porto di Napoli e si preparava a partire alla volta di Palermo", ha concluso la nota.
Annunziata (Adsp) “Obiettivo sicurezza”
"E' importante sottolineare che il nostro sistema portuale è in continua crescita e non bisogna mai fare in modo che questa esigenza vada a danno della sicurezza. Il nostro obiettivo sarà sempre quello della tutela assoluta della sicurezza sul lavoro. Non ci può essere business senza la tutela della sicurezza sul lavoro", ha affermato il presidente dell'Autorità di sistema portuale (Adsp) del mar Tirreno centrale, Andrea Annunziata, a proposito dell'incidente che è costato la vita al marittimo trapanese Gaspare Davì. "Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia del lavoratore, ai lavoratori suoi colleghi e alle imprese portuali", ha proseguito Annunziata, e "siamo vicini a tutte le persone coinvolte e a quelli che sono impegnati tutti i giorni in un lavoro così complesso e delicato come le operazioni di bordo. Come Autorità di sistema portuale sollecitiamo tutti, sempre, alla massima attenzione sui luoghi di lavoro. Non andiamo oltre sulle responsabilità, che accerterà la magistratura".
La ricostruzione dell’incidente
L'incidente, come ricostruito in una nota dell'Autorità portuale, è avvenuto "intorno alle ore 19.50, a bordo del traghetto ro-pax Gnv Antares, ormeggiato al terminal Grandi Navi Veloci, nella Calata del Piliero, tra Calata Porta di Massa e il Molo Angioino". Il marittimo, "membro dell'equipaggio della nave, è morto schiacciato da un carrello, un mezzo pesante utilizzato nella movimentazione della merce durante le operazioni di carico e scarico della nave. La nave, in servizio regolare, era prossima alla partenza per il porto di Palermo. Le dinamiche dell'incidente sono ancora da accertare, un lavoro di cui se ne occuperà la magistratura. Celere e immediato l'intervento dell'Autorità di sistema portuale del mar Tirreno centrale". Era dal 2007, viene sottolineato, che nel porto di Napoli non avveniva un incidente mortale "legato alle operazioni portuali di bordo, evento che negli anni successivi portò alla nascita, a Napoli come in altri porti italiani, del Sistema operativo integrato (Soi), un protocollo tra Asl, Autorità portuale, Capitaneria di Porto, Ispettorato territoriale del Lavoro, Inail, Inps e imprese che ha contribuito ad abbattere gli incidenti sul lavoro spingendo sulla diffusione della cultura della sicurezza e sulla formazione".
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