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Sara Armella: “Addio al vecchio Codice doganale, più vicino lo Sportello dei controlli”

La revisione del codice approvata in Consiglio dei ministri

Alberto Quarati
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Controlli in porto a Genova (archivio).

 

Genova - È stato approvato ieri sera in Consiglio dei ministri il decreto di revisione del codice doganale, 11esimo decreto attuativo della Riforma fiscale, come annunciato dal viceministro all’Economia, Maurizio Leo. «Questa riforma - spiega l’avvocata fiscalista genovese Sara Armella, che era parte della commissione legislativa che ha messo a punto la nuova normativa - nei fatti prevede l’abrogazione del Testo unico della legge doganale del 1973, il decreto legislativo 374 del 1990 e il regio decreto 65 del 1896, che fin qui hanno regolato la materia doganale. Al loro posto, si sostituisce un corpus normativo di 122 articoli contro i 352 del Testo unico, che in pratica disciplinano solo quanto non è regolamentato dalla norme doganali europee. In questo modo - prosegue Armella - abbiamo aggiornato la normativa, che in molti casi fotografava ormai una situazione vecchia di cinquant’anni».

Sara Armella (foto d'archivio)

 

Nelle “Disposizioni nazionali complementari al Codice doganale dell’Unione” trova spazio l’applicazione del Sudoco, lo sportello unico dei controlli: «Un’idea - ricorda Armella - nata proprio qui a Genova, in un convegno del 2000 con il professor Victor Ukmar e tante altre persone che oggi non ci sono più». Lo sportello - e l’obiettivo è rincorso come si comprende da decenni - prevede di unificare in un unico momento tutti i controlli doganali richiesti a seconda della merce in esame (si può arrivare fino a quasi 50 diversi controlli a seconda degli enti interessati), evitando come spesso accade oggi doppioni che rallentano il flusso dei traffici attraverso i nostri confini e scoraggiando così le attività di import-export per eccesso di burocrazia.

Rimangono al di fuori di questa sfera i controlli di polizia, anche se, spiega Armella «sono possibili degli accordi che permettono di accorpare anche questi ultimi. Io penso che il passaggio da una fase sperimentale - oggi il Sudoco è attivo alla Spezia e a Livorno - a una nella quale la pratica è prevista per legge, imporrà una forte accelerazione all’implementazione del sistema, pure considerando le sfide che lo accompagnano, a partire da quella digitale».

Altrettanto importante per rendere più competitivi i confini italiani sotto il profilo dell’export è il ridimensionamento del sistema sanzionatorio superando il sistema delle sanzioni cumulative e l’abolizione della doppia sanzione, penale e amministrativa, sovente contestata nella stessa fattispecie. «Il contenzioso doganale - aggiunge Armella - viene poi sostituito da una procedura a distanza, più rapida e soprattutto meno farraginosa». Un aspetto che invece non è passato riguarda invece la possibilità per il rappresentante doganale indiretto di non pagare l’Iva all’importazione nel caso in cui l’importatore ometta di farlo. Se in passato infatti è stato possibile per lo spedizioniere opporsi a questa richiesta ottenendo ragione in determinate circostanze, oggi il ministero dell’Economia ha deciso di dare corso a una sentenza della Corte di Giustizia del 2022, che in pratica non permette più il concretizzarsi questa circostanza.

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