Confindustria, Emanuele Orsini designato nuovo presidente: “Da Garrone grande responsabilità, associazione compatta”
Il nuovo presidente è stato indicato con 147 voti a favore su 187 aventi diritto
dalla nostra inviata Gilda Ferrari, red. web
Emanuele Orsini davanti alla sede di Confindustria dopo la designazione
Roma – Emanuele Orsini è stato designato presidente dal Consiglio generale di Confindustria. Hanno votato 173 consiglieri su 187 aventi diritto: 147 voti sono andati a Orsini, 17 le schede nulle e 9 le bianche. Orsini era rimasto candidato unico dopo l'esclusione di Antonio Gozzi e il ritiro di Edoardo Garrone.
Il 18 aprile Orsini presenterà squadra e programma. Il 23 maggio l'assemblea di Confindustria eleggerà il presidente, successore di Carlo Bonomi, ratificando la scelta del consiglio.
Orsini: “Siamo riusciti a ricompattare Confindustria”
"Oggi siamo riusciti a ricompattare Confindustria come è giusto che sia. Ora lavoreremo sul programma e sulla squadra. Abbiamo bisogno di unire. Basta aziende grandi e piccole, abbiamo bisogno che le aziende grandi facciano crescere le piccole. Edoardo Garrone ha fatto un atto di grande responsabilità, è una persona che io stimo, che ha messo in condizione me di poter scegliere la squadra in piena libertà". Così Emanuele Orsini dopo la designazione del Consiglio generale. Orsini ha detto che metterà "al centro i capitoli per poter mettere le migliori persone a fianco dei capitoli. Sarà una Confindustria centrale, di prospettive e di proposte".
Alla domanda se Antonio Gozzi avrà un ruolo nella squadra e nel programma, Orsini ha risposto: "Noi oggi dobbiamo parlare di quali capitoli mettere al centro. A quel punto saremo in grado di mettere i migliori nomi. Antonio Gozzi è una persona che io stimo molto, che ha fatto tantissimo per il sistema, che ha un ruolo chiave nel mondo Federacciai e del new green deal, è ovvio che sarà la persona con cui dialogheremo per forza, dialogheremo con lui, con Edoardo Garrone, con tutti quelli che hanno fatto campagna per Confindustria, perché hanno rappresentato imprese e territori, e saranno un valore aggiunto. Noi non dobbiamo lasciare indietro nessuno".
La votazione del Consiglio
Il Consiglio generale di Confindustria si era riunito questa mattina a Roma a partire dalle 10.30. Dopo il passo indietro annunciato ieri da Edoardo Garrone (clicca qui per l’articolo), l'emiliano Emanuele Orsini era l'unico candidato rimasto in corsa. Antonio Gozzi, ex candidato alla presidenza, escluso dalla corsa dalla commissione dei saggi per vizi formali nelle delibere, arrivando presso la sede di viale dell’Astronomia non aveva rilasciato dichiarazioni.
La votazione è avvenuta in ordine alfabetico e a scrutinio segreto. Uno dei primi a uscire è stato Roberto Cingolani, ad di Leonardo. Cingolani non ha rilasciato dichiarazioni all'uscita. Da quanto ricostruito, ha votato il candidato unico Orsini.
Pierroberto Folgiero, ad di Fincantieri: "Ho trovato un buon clima, grande partecipazione. C'è bisogno di Confindustria, anche per l'economia del mare". Alla domanda se aveva votato Orsini Folgiero ha risposto: "Certo".
La past president Emma Marcegaglia: "Sono contenta perché Confindustria ha trovato compattezza dopo una campagna pesante, Edoardo Garrone ha fatto un passo importante che ha permesso all'associazione di ritrovare compattezza".
Roberto Cingolani, ad di Leonardo, lascia il consiglio generale di Confindustria dopo aver votato
Dopo l'esclusione dalla competizione, Gozzi è ricorso ai probiviri, che hanno tuttavia confermato la decisione dei saggi. Profilandosi un testa a testa tra Garrone e Orsini, si è quindi scatenata una caccia ai voti gozziani, terminata col passo indietro di Garrone. Gozzi e Orsini avevano nel frattempo trovato sintonia sui temi dell'industria manifatturiera e della necessità dell'industria italiana di incidere in Europa. Da quanto ricostruito, Antonio Gozzi non farà parte della squadra dei vice presidenti di Orsini, è possibile però che assuma un incarico speciale in Europa.
Edoardo Garrone non ha partecipato al Consiglio generale di questa mattina: non faceva parte dei 185 votanti e ha preferito non essere presente in platea.
Toti: “È mancata freddezza e maturità in Liguria”
"Per una volta la Liguria aveva ben due candidati alla presidenza di Confindustria il cui blasone era indiscutibile e che potevano entrambi giocarsela, evidentemente non c'è stata una sufficiente freddezza e una sufficiente maturità per giocare la partita, ovviamente auguriamo un in bocca al lupo al nuovo presidente designato Orsini, certi che saprà fare bene, e lo invitiamo presto a conoscere il 'modello Liguria', magari da 'foresto' lo apprezzerà più di qualcuno che all'interno non lo ha valorizzato a sufficienza". Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta il ritiro del presidente della Erg Edoardo Garrone dalla candidatura alla presidenza di Confindustria a poche settimane dall'esclusione dell'altro candidato ligure, il presidente di Federacciai Antonio Gozzi. "Certamente la vicenda di Confindustria non rappresenta la Liguria della concordia che abbiamo visto in questi anni e non rappresenta neppure una Liguria con l'ambizione di trasportare fuori dai confini un modello che ci sta facendo crescere più delle altre Regioni d'Italia. Credo che gli imprenditori del territorio abbiamo contribuito a creare. È chiaro che tutte le competizioni prevedono vincitori e sconfitti, è evidente che una Regione piccola come la Liguria sul panorama nazionale se la vedeva con colossi che in qualche modo gestivano la partita".
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