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L’appello per una politica industriale

Giachino: “Anche la logistica italiana scenda in campo per difendere l’industria”

Il presidente di Saimare: “In Italia serve una battaglia per l’automotive, che per il nostro settore è un’eccellenza”

Alberto Ghiara
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

L'hub di produzione automobilistica di Mirafiori

 (ansa)

Genova – “Difendere la logistica significa difendere l’industria italiana”: ne è convinto Bartolomeo Giachino, presidente di Saimare, casa di spedizioni genovese che il prossimo 24 maggio festeggerà i 100 anni di vita. Giachino ha portato avanti in questi anni, prima come sottosegretario ai Trasporti poi come imprenditore, battaglie per rafforzare la dotazione infrastrutturale dell’Italia attraverso grandi opere, perché possa essere meglio collegata all’Europa. Particolarmente attivo nella promozione della linea ferroviaria Torino-Lione, ha ovviamente un occhio di riguardo per lo sviluppo del porto di Genova. E auspica la realizzazione della nuova Diga foranea. “Genova - nota - ha investito molto nelle infrastrutture, ma non è ancora riuscita a diventare la capitale europea della logistica, ruolo a cui può ambire. È la porta di accesso alla Pianura Padana, che nei prossimi 10 anni diventerà la maggiore area logistica europea”.

Restano alcuni nodi da risolvere che Giachino, attraverso la sua azienda Saimare, si trova quotidianamente a affrontare: il suo è un appello alle aziende del suo stesso settore perché facciano sentire la propria voce. “Per le aziende oggi l’attraversamento delle Alpi è un problema, le imprese devono saper vedere e segnalare in anticipo i problemi, il mondo dei trasporti deve interessarsi di più alle infrastrutture fragili, che oggi sono soprattutto le Alpi e il Canale di Suez”.

Prosegue Giachino: “Il mondo della logistica e dei trasporti deve farsi portavoce dell’esigenza di una grande politica industriale. Difendere l’industria significa difendere la logistica che trasporta le materie prime in entrata e i prodotti finiti della manifattura in uscita. Invece la logistica non ha mai fatto battaglie per difendere l’industria, a esempio il settore auto, che per la logistica è un’eccellenza e che comporta l’assemblamento di centinaia di pezzi provenienti da posti diversi”.

C’è poi appunto il tema delle Alpi: “Due terzi dell’export verso l’Europa passano di qui. La Francia ha fatto sapere che ci vorrà ancora tutto il 2024 per riaprire il traforo ferroviario del Frejus. L’unica speranza è la seconda canna dell’autostrada del Frejus, ma si finisce sempre a puntare sulla strada”.

Altro nodo per il presidente di Saimare è il centro unico dei controlli nei porti: “Occorre accelerare l’iter, in Italia ci sono ancora troppe lungaggini rispetto ai concorrenti del Nord Europa”. Saimare è una società partecipata in maggioranza dal gruppo Spinelli con le famiglie Cosulich, Scerni, Besozzi, Bolla Pittaluga e con la Tirrenia di Onorato e Aponte.

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