Break bulk, l’energia del futuro spinge i traffici nei porti
Cresce la domanda di nuove infrastrutture eoliche, fotovoltaiche e nucleari
Dall'inviato Alberto Quarati
Il carico di una turbina Ansaldo a Genova (foto d'archivio)
Rotterdam – Il settore dei carichi speciali è la nuova nicchia dorata. Non muoverà mai una pioggia di merce, ma al Breakbulk di Rotterdam, la più grande fiera del settore al mondo, gli operatori ti spiegano che questo settore è il grande amico dei porti: le compagnie di navigazione fanno carichi speciali quando i noli sono bassi, le Authority cercano spazi per ampliare il business, gli spedizionieri cercano la commessa più propizia perché più è complesso il carico e il viaggio più aumentano i margini di guadagno.
Nella categoria del breakbulk c’è un po’ tutto quello che non può viaggiare in container o nelle stive di una nave: moduli industriali, barche, prefabbricati, tubazioni. Mentre nei container o nelle stive delle navi viaggia tutto ciò che l'Italia consuma, i carichi speciali al contrario rappresentano l’export per il nostro Paese: pezzi o componenti unici, frutto dell'ingegneria e dell'industria destinati a Stati emergenti oppure a economie mature. Secondo Pablo Rodas-Martini, vicepresidente della società di analisi inglese Market Intelligence, Emerging & Frontier, sarà soprattutto l'energia a guidare nei prossimi anni lo sviluppo del breakbulk, e in particolare le rinnovabili: «L'energia solare nel 2050 rappresenterà il 25% del mix energetico, contro l'1% di oggi. Il vento peserà per il 15,6% contro l'1,2% di oggi; il nucleare, che oggi vale il 4,6%, raggiungerà una quota del 12,4%. Mentre al contrario l'energia convenzionale, quindi quella generata da fonti fossili fra 20 anni scenderà dall'attuale 79,3% al 10,7%. Questo significa che tutto quello che oggi manca è da produrre, e trasportare».
È vero che i carichi non sono paragonabili alle esigenze che potrebbe avere una centrale termica - se si esclude il business del nucleare - ma per raggiungere e superare le quote di energia prodotta oggi attraverso le fonti rinnovabili, la domanda di infrastrutture sarà esponenzialmente più alta dell'attuale. «Prendiamo il caso dell'eolico - dice Martini -. Le infrastrutture che sarà necessario costruire non saranno limitate alle sole pale. Ma sempre più aumenterà la necessità di realizzare queste infrastrutture su piattaforme da ancorare ai fondali marini. E il motivo è semplice: a terra cominciano a mancare gli spazi, e il tema sarà sempre più stringente, perché le comunità sono sempre meno disposte a tollerare la presenza di questi enormi mulini a vento nelle zone abitate o comunque in paesaggi a cui esse sono affezionate. E lo stesso discorso si può fare per il fotovoltaico. Quindi non sarà solo necessario produrre e trasportare gli impianti, ma anche collocarli e gestirli in aree lontano dalla vista delle persone, in mezzo al mare».
Parlando di energia solare, Martini apre un altro ragionamento, quello legato ai minerali. Per l'esperto, sarà proprio l'attività mineraria a rappresentare uno sbocco per i carichi speciali, per via della necessità di trasportare quei macchinari che aumenteranno l'estrazione dei minerali necessari a garantire l'energia del futuro. Rame e silicio per l'energia solare; rame, zinco, manganese, cromo, nickel, terre rare per l'eolico; cromo rame nichel e uranio per l'energia atomica. «Sarà una crescita doppia - spiega Martini - sia per il breakbulk, perché sarà necessario andare a realizzare le strutture per i nuovi impianti minerari, sia per il trasporto di queste commodity».
A questo tema, si aggiunge quello delle batterie: «Oggi la flotta delle auto elettriche è di 30 milioni di veicoli, nel 2050 si prevede saranno 250 milioni». A fianco di questo segmento, c'è poi tutta la ricerca sulla produzione dell'idrogeno, che nel lungo periodo costituirà un combustibile fondamentale nel mix energetico dei carburanti.«L'aspetto impressionante - dice Martini - è che oggi delle migliaia di progetti attualmente in corso sull'idrogeno, solo il 4% hanno ottenuto le approvazioni definitive per essere realizzati». Tutte componenti in attesa di essere trasportate.
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