Portuali alla Spezia, età media sempre più alta. I sindacati: “Serve una riqualificazione dei lavoratori”
I contratti a tempo determinato diffusi soprattutto fra i giovani fino a 40 anni
La Spezia – Fra il 2021 ed il 2023, l’età media dei portuali spezzini è salita da 47 a 48 anni. È un dato non positivo, ma in linea con la recente analisi di fine 2023, presentata da Ancip, Assiterminal, Assologistica, Assoporti e Fise Uniport, dedicata proprio alla situazione dei lavoratori portuali italiani in termini anagrafici. Da quel report emerge che l’età media cresce, da qualche anno. Ormai, si legge, un portuale su due ha superato la cinquantina, un fattore che «incide sia sul ricambio generazionale, sia sulla capacità di riqualificazione dei profili professionali».
Fuor di metafora, si sta passando sempre di più dalle vecchie e superate modalità manuali a processi semi automatizzati o automatizzati. Servono sempre meno operai. Chi entra ora, per lo più trova posti a tempo. E chi è entrato anni e anni fa si scontra con un approccio operativo completamente diverso, perché all'epoca la tecnologia non era avanzata come adesso. Inoltre il personale che ha sulle spalle già qualche decennio di lavoro fa fatica a essere ricollocato. Le attività che si svolgono in porto richiedono turni anche la notte, una certa fisicità, mansioni in quota. Non è semplice. È faticoso. Ed è per questo che le associazioni di categoria rilevano la natura usurante di questo profilo.
Emerge inoltre dalle carte il persistere di un fenomeno di calo del numero di occupati nelle fasce di età più giovani, mentre si nota un aumento degli occupati oltre i 60 anni d’età. Non a caso, le associazioni sindacali da anni sollecitano «interventi di riqualificazione del profilo del lavoratore portuale». Altro dato sul quale riflettere, il “posto sicuro” risulta un privilegio per chi è più avanti con l’età.
Questo è confermato dalle analisi della stessa Autorità portuale spezzina. Con riferimento al triennio 2021 – 2023, fra i contratti a tempo indeterminato «la fascia d’età che prevale risulta quella dai 41 ai 54 anni, mentre nei contratti a tempo determinato le classi maggiormente coinvolte sono le prime due, fino a 25 anni e dai 26 ai 40 anni. Anche nel 2023 - si legge - la maggioranza degli addetti a tempo indeterminato è compresa nella fascia d’età tra i 41 e i 54 anni e quasi il 95% degli occupati è di nazionalità italiana».