Consegne con i droni, che fine ha fatto il programma di Amazon in Italia?
Il colosso di Seattle allarga l’area di azione di Prime Air negli USA, mentre tutto tace sul debutto del servizio da noi: “Stiamo seguendo le procedure per avere autorizzazioni e permessi”, ci hanno spiegato dall’azienda
Emanuele Capone
Uno dei droni MK30 in un'immagine diffusa da Amazon
Genova - Dovevamo essere il primo Paese fuori dagli Stati Uniti, insieme con il Regno Unito. E invece. E invece, pare che per ora non se ne faccia niente, decisamente non “a partire dalla fine del 2024”, come Amazon annunciò (qui) alla fine del 2023. Stiamo parlando delle consegne con i droni, un campo in cui il colosso di Seattle è tutt’altro che fermo.
È di questi giorni la notizia che la compagnia allargherà il suo servizio Prime Air anche alla zona di Tolleson, nello Stato americano dell’Arizona, dopo avere concluso la sperimentazione a Lockeford, in California. La nuova area, che fa parte della cintura metropolitana di Phoenix, si aggiunge a quella di College Station, in Texas, mentre Amazon prevede di ampliare ulteriormente il servizio nel corso del 2025.
Consegne in un’ora con Amazon Prime Air
L’azienda è attiva in questo settore già dal 2022, dopo avere chiesto e ottenuto dalla Federal Aviation Administration, l’ente americano che vigila sull’aviazione civile, il via libera per cosiddetto volo Bvlos, cioè oltre il campo visivo: significa che i droni possono volare senza la necessità di essere monitorati da un operatore e questo permette appunto ad Amazon di farli decollare direttamente da uno dei suoi magazzini. Solo intorno a Phoenix ce ne sono una ventina, e proprio da uno di questi partiranno i droni per raggiungere le loro destinazioni.
Amazon ha spiegato di avere consegnato sinora “migliaia” di prodotti con i droni in meno di un’ora nelle zone coperte dal servizio (sostanzialmente solo negli Stati Uniti) e che i nuovi clienti nell’area di Phoenix avranno “accesso a oltre 50mila prodotti essenziali e di uso quotidiano” per la casa, la cura del corpo e per l’ufficio.
L’Italia è in ritardo sul programma?
I droni sono i nuovi MK30 svelati l’anno scorso, che possono trasportare pesi sino a 2-3 chilogrammi e sarebbero in grado di volare anche “per il doppio della distanza” e di funzionare “il 50% più silenziosamente” rispetto ai modelli precedenti. Sono esattamente gli stessi il cui debutto, secondo quanto annunciato il 18 ottobre 2023 sia da Amazon sia dall’Enac, era appunto in programma entro fine 2024: “Essere stati scelti da un player mondiale quale Amazon è un’ulteriore conferma della strategia portata avanti con caparbietà dall'Enac per includere nel settore aereo la spinta innovativa della mobilità aerea avanzata creando un ecosistema nazionale favorevole allo sviluppo in sicurezza di nuovi servizi”, aveva dichiarato allora Pierluigi Di Palma, presidente dell’Ente nazionale Aviazione civile.
Relativamente a quello che ha tutta l’aria di un ritardo, da Amazon ci hanno spiegato che “stiamo seguendo rigorosamente la procedura in stretta collaborazione con autorità, enti regolatori e comunità locali per creare un servizio di consegna con i droni sicuro e affidabile” ma che “al momento non abbiamo ulteriori informazioni da condividere”. È insomma probabile che ci saranno aggiornamenti “una volta completato l’iter per l’ottenimento delle autorizzazioni e dei permessi necessari”, anche se non ci sono conferme quanto alle tempistiche.
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