La crisi delle rinfuse fa allargare Calata Bettolo / GRAFICO
Genova - Il porto di Genova cambia volto. Il terminal container in costruzione avrà più spazi. E la capacità arriverà a 1 milione di teu.
Simone Gallotti
Genova - Calata Bettolo è un gioco degli incastri. Per le date delle opere da realizzare, gli spostamenti da portare a termine e le modalità con cui le navi da 18mila teu potranno attraccare. Le richieste di Msc, che insieme a Luigi Negri gestirà il nuovo terminal container di Sampierdarena, sono precise e dettate da obiettivi già definiti: Bettolo da solo dovrà movimentare 1 milione di teu che insieme ai 400mila circa del Sech, lanceranno la sfida dei contenitori al Vte, avendo entrambi capacità simili. La compagnia di Aponte ha già deciso di inserire un servizio settimanale sul capoluogo con le mega navi. Per riuscire però a centrare l’obiettivo da 1 milione (prima erano previsti 600 mila teu di traffico annuale) serve però più spazio. Per questo gli uffici di Ginevra stanno elaborando un nuovo layout del terminal: il nuovo disegno prevede linee verticali per rendere efficiente la movimentazione, ma gli spazi attuali non si adattano al disegno originario.
Per questo ora Bettolo si allarga e in due tempi, il progetto mangerà spazio al pezzo di concessione al Terminal Rinfuse Genova di Augusto Ascheri, inglobando così l’accosto di fronte a ponte San Giorgio. E’ la condizione necessaria per soddisfare la maggiore movimentazione in modo efficiente. «Questo non significa che abbandoneremo le rinfuse - spiega Luigi Merlo, presidente del porto di Genova - Presto con un accordo di programma ci occuperemo dell’imminente dismissione della centrale Enel e nel 2016 le aree saranno libere. La mia idea è di trasferire le rinfuse in quegli spazi diventati liberi dalla centrale, ottenendo anche il vantaggio di ridurre le attività di conversione: c’erano rinfuse prima e ci saranno anche dopo». Contestualmente partirà anche la trattativa con il terminalista Ascheri: la crisi delle rinfuse sostanzialmente sta riducendo gli spazi a disposizione per questo tipo di merce e Bettolo è una priorità, anche nei tempi: «Ma anche su questo punto non dovrebbero esserci problemi» assicura Merlo. Altra condizione da soddisfare perché le mega navi da 18 mila teu possano arrivare prima dell’allargamento della diga, è l’imboccatura di ponente.
Merlo non sembra preoccupato: «Dovremo riuscire a fare tutto nei tempi previsti, almeno in contemporanea con la piena operatività di Bettolo». Per riuscire ad adeguare l’imboccatura di ponente serve uno stralcio ulteriore, così da realizzare il taglio e la costruzione del frangiflutti alla foce del Polcevera in tempi rapidi. Il progetto vale vale più di 100 milioni di euro. «Se riuscissimo a completare velocemente la progettazione e a terminare le ultime simulazioni, a marzo 2016 potremmo bandire la gara e i lavori potrebbero partire nel 2017» spiega Merlo. Un po’ tardi? «Per niente perché comunque l’operatività piena di Bettolo si avrà dopo un po’ di tempo dalla conclusione dei lavori». I riempimenti di Bettolo assicura il presidente, stanno procedendo regolarmente e a maggio 2017 saranno completati. L’ultimo incastro è l’entrata in sicurezza in porto delle mega portacontainer.
Ieri a Nizza c’è stata l’ultima simulazione terminata a tarda sera. Due giorni per capire quali prescrizioni inserire perchè i colossi del mare possano arrivare a Bettolo. Trapelano pochi particolari, i dati devono ancora essere elaborati, ma è chiaro che non sarà un gioco da ragazzi far accostare navi da 400 metri in quel pezzo di porto e in tutta sicurezza. L’Autorità portuale per rendere sicuro quell’accosto sta anche pensando ad una serie di tecnologie, prese in prestito anche dall’ambito militare e perciò segrete, per stabilizzare la nave. L’alternativa è inserire enormi magneti in banchina per tenere ferma la nave nelle operazioni di carico e scarico della merce: «soluzione che in Europa si usa largamente» spiega Merlo. A Genova così si potrebbe risolvere il tappo delle grandi navi e permettere alle unità dirette ai terminal di Sampierdarena di poter passare affianco, anche senza l’imboccatura di ponente. In un gioco di incastri.
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