«Tir in porto a Genova pure di notte, turni su 24 ore per evitare la paralisi»

Genova - Il mondo dell’autotrasporto, che sta vivendo da settimane una situazione di forte crisi per un calo del lavoro e una mancanza di liquidità delle imprese, è pronto a sostenere una più ampia riapertura delle attività produttive ma chiede un cambiamento radicale rispetto al passato

di Matteo Dell'Antico

Genova - Il mondo dell’autotrasporto, che sta vivendo da settimane una situazione di forte crisi per un calo del lavoro e una mancanza di liquidità delle imprese, è pronto a sostenere una più ampia riapertura delle attività produttive ma chiede un cambiamento radicale rispetto al passato. L’obiettivo dei camionisti è operare su turni di 24 ore, anche di notte.

Un cambio di rotta che dovrà riguardare tutti i centri nevralgici per il ritiro e la consegna delle merci: terminal portuali, centri logistici e magazzini genovesi ma più in generale liguri e di tutto il Nord Italia.

CAMBIO STRUTTURALE PER I TIR

«Ci aspettiamo - dice Giuseppe Tagnochetti, coordinatore ligure di Trasportounito - un intervento di tutti gli altri enti pubblici e privati coinvolti. Le nostre aziende sono in forte crisi e quello che chiediamo è un cambio strutturale per il bene di tutti». Le imprese dei Tir guardano già ai prossimi mesi di lavoro: è necessario «un piano di forte incentivazione, a tutta la filiera trasportistica e logistica, per l’estensione nell’arco delle 24 ore della raccolta e distribuzione delle merci nei magazzini commerciali cittadini, nelle piattaforme logistiche, nei terminal portuali e interportuali», dice Tagnochetti. Secondo l’autotrasporto i pericoli da evitare sono sostanzialmente due: il primo è non mandare in tilt il traffico autostradale e cittadino. «I liguri ma non solo - aggiunge - utilizzeranno molto di più rispetto a prima i mezzi privati cercando di evitare, per paura di contagi, i mezzi pubblici e questo, sommato alla presenza dei mezzi pesanti sulle strade, rischia di paralizzare completamente la viabilità. Per questo chiediamo di spalmare su 24 ore la presenza su strada dei camion». Il secondo aspetto riguarda la sicurezza dei lavoratori. «Dobbiamo garantire distanziamenti e turnazioni dei lavoratori e tutto questo sarà possibile solo operando anche di notte», sottolinea Tagnochetti.

APERTURA DEGLI INDUSTRIALI
Il presidente di Confidustria Genova, Giovanni Mondini, non chiude alla proposta dell’autotrasporto pur esprimendo qualche perplessità sulla necessità che il settore produttivo necessiti di un’apertura su più fasce orarie: «Siamo disponibili - dice - al confronto e possiamo valutare tutti assieme le richieste che arrivano dal mondo dei Tir. Certamente ci saranno molti più cittadini che utilizzeranno i mezzi privati per spostarsi e questo potrebbe creare problemi. In ogni caso - prosegue - dubito che almeno nel breve periodo possa esserci qualche difficoltà di circolazione per i mezzi pesanti visto che il lavoro per le imprese in molti casi è calato e non ci sarà, sia in porto che in altri settori, una concentrazione tale di traffici da rischiare che i nostri collegamenti vadano in tilt».

LAVORO IN BANCHINA
«Non credo che ci siano problemi, e mai ci sono stati, da parte dei portuali per lavorare su tutte le fasce orarie della giornata - spiega Davide Traverso, segretario regionale Fit-Cisl con delega ai porti - visto che già al momento i terminal non si fermano mai completamente anche di notte e c’è sempre qualcuno in banchina. Piuttosto - aggiunge - serve rivedere l’intero sistema che ruota attorno alla movimentazione dei container perché al momento i camion possono accedere in banchina solo dalle prime ore dal mattino sino a tarda sera. Perchè il porto sia completamente operativo h24 - chiude - serve che siano aperti anche di notte i controlli ai gate con il personale che si occupa delle verifiche e delle pratiche sulle merci, e ad esempio gli uffici delle Dogane».

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