Vado, in campo i mediatori per lo scontro Cgil-terminal

Genova - «Lunedì pomeriggio ho convocato l’azienda e la Cgil, ci vedremo nella sede del Reefer terminal: spero davvero che la situazione possa concludersi con un chiarimento reciproco». Luca Becce, savonese, presidente di Assiterminal, si scopre mediatore in una delle fasi più delicate della storia dei rapporti sindacali in Liguria

di Francesco Ferrari

Genova - «Lunedì pomeriggio ho convocato l’azienda e la Cgil, ci vedremo nella sede del Reefer terminal: spero davvero che la situazione possa concludersi con un chiarimento reciproco». Luca Becce, savonese, presidente di Assiterminal, si scopre mediatore in una delle fasi più delicate della storia dei rapporti sindacali in Liguria. Nei giorni scorsi la Cgil ha depositato in tribunale un ricorso contro il terminalista danese Apm, accusato di comportamento antisindacale per avere impedito agli iscritti Filt di accedere ai seggi del referendum sul contratto aziendale: «Conosco bene Apm – dice Becce - È un’azienda strutturata e corretta, che non agisce in modo antisindacale. Nove mesi seduti a un tavolo per un contratto temporaneo lo dimostrano. Mi auguro che, per quanto conflittuale, si possa tornare a un confronto sindacale e non di fronte a un giudice. Dopodiché, per mia formazione, posso dire che vale la vecchia regola per cui gli accordi è sempre meglio firmarli». Resta aperta, però, una questione che il referendum, con la vittoria del “no”, ha evidenziato: la contrarietà della maggioranza dei lavoratori del porto all’ipotesi messa sul tavolo dal terminalista: «Apm ha chiesto un contratto di avvio, con alcune deroghe definite e una temporaneità certa e monitorata – continua Becce - Smettiamola di pensare ai complotti e pensiamo alla realtà: Apm gestisce un terminal che, per responsabilità non sue, non è ultimato, con infrastrutture che in alcuni casi non sono neppure iniziate. Parliamo di un terminalista che lavorando in un contesto di oggettiva precarietà, con una situazione di traffici sporadici e senza continuità produttiva: è per questo che chiede un contratto di avvio. Il tavolo con i sindacati è aperto dall’agosto del 2019, nove mesi dopo la bozza è stata approvata da una sigla e respinta da due e bocciata dai lavoratori. Vorrei sbagliare, ma credo che quel “no” sia stato rivolto più alla divisione tra sindacati che alla bozza di contratto». «Assiterminal si è sempre battuta perché il contratto fosse applicato correttamente da tutti gli associati – va avanti il presidente di Assiterminal - Lo scorso autunno Apm ci ha chiesto un contributo, consegnandoci una bozza di contratto che per noi era eccessivamente in deroga. Senza nessuna resistenza hanno accettato di tornare nell’alveo degli istituti, accettando anche che la deroga richiesta (un addendum di flessibilità) avesse un limite temporale e fosse sottoposta a verifiche». «Non mi scandalizzo quando il sindacato cerca di ottenere il massimo- conclude Becce - Ma quella deroga non ha margini di ambiguità. Forse certe liturgie sarebbe meglio metterle da parte. E forse chi crede di poter invertire il corso della storia di fronte a un’opera conclusa e avviata sta sbagliando tutto: la piattaforma c’è, è gestita da un soggetto che sta portando traffici e lavoro e indietro, ormai, non si torna».

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