Dai portuali all'industria: tutti al fianco di D'Agostino a Trieste / IL CASO

Terminata «la prima fase, quella dell'indignazione e della tristezza, si passa alla fase 2 e prima di tutto bisogna che il porto lavori», ha detto al microfono, accolto come un leader

Trieste - La parola d'ordine è "continuità". È scandita con il corollario della tempestività, nel senso che il patrimonio di fitte relazioni commerciali intessute da Zeno D'Agostino al vertice del porto di Trieste, non vada disperso. Tra queste, i rapporti con la Germania (Baviera in particolare), con l'Europa dell'Est, con la Cina. Passato il momento della sorpresa e del disorientamento per il fulmine caduto sulla Torre del Lloyd, si corre ai ripari. Prima di tutto il ministero dei Trasporti ha nominato un Commissario e l'aver scelto Mario Sommariva, segretario generale dell'Autorità e fidato numero 2 di D'Agostino, è un segno di continuità. Che poi tutti gli atti sottoscritti dal 2016 siano stati considerati validi rassicura sul fatto che quanto svolto non verrà cancellato. Se l'Anac precisa che la «sentenza non è politica», come molti mugugnando hanno sostenuto, la vicenda si racchiude in un ambito del diritto amministrativo, e non è escluso che possa essere risolta. D'Agostino, intanto, oggi si è presentato al presidio dei portuali in sciopero a suo sostegno davanti a un ingresso del Porto, invitando con commozione a riprendere il lavoro, indicazione subito accolta.

Terminata «la prima fase, quella dell'indignazione e della tristezza, si passa alla fase 2 e prima di tutto bisogna che il porto lavori», ha detto al microfono, accolto come un leader. Ma «la fase due è anche cominciare a spostare l'attenzione da cuore e pancia e iniziare a usare la testa», ha indicato. E le sue indicazioni sono state subito accolte: lo sciopero è stato declassato a stato di agitazione. Il mondo imprenditoriale - marittimo e no - e politico si spende per lui: dalla Federmanager agli autotrasportatori, fino alla potente Camera di commercio italo-tedesca, che auspica non si interrompano le collaborazioni, che avevano trovato nel porto un partner affidabile. Testimonianze sono giunte anche dai politici locali - oggi anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza era al presidio - e nazionali: come i ministri dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e dei Trasporti, Paola De Micheli. I primi giorni della prossima settimana D'Agostino depositerà ricorso al Tar, poi «cercheremo di trovare una soluzione», ha detto la ministra, la quale considera l'ex presidente «una risorsa umana di grandi capacità e qualità che deve continuare a dare il suo contributo nel mondo della portualità» Perfino il mondo della scienza si è pronunciato. «Nutro una stima incondizionata per Zeno D'Agostino, per quel che ha saputo fare e per come l'ha gestito. Di esperti ce ne sono, di esperti molto bravi ce ne sono ma di meno; di persone con una visione come quella di D'Agostino non ce n'è», ha detto Stefano Fantoni, Champion di ESOF2020 Trieste, la manifestazione di Trieste capitale della cultura europea. D'Agostino - ha proseguito - è sempre «stato interprete del fatto che in un posto come Trieste, la scienza - che ha un polo molto forte - deve essere ascoltata per i processi innovativi del territorio».

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