Domani i primi container a Taranto, dopo cinque anni

Taranto - Arriverà domani dalla Turchia nella rada del Mar Grande di Taranto la prima nave che riporta a Taranto il traffico container dopo cinque anni di assenza. Il servizio feeder della compagnia francese Cma Cgm attraccherà alla banchina del Molo Polisettoriale. Malta, Taranto e Tunisia sono gli approdi della nave, che poi effettuerà lo stesso percorso in senso inverso

Taranto - Arriverà domani dalla Turchia nella rada del Mar Grande di Taranto la prima nave che riporta a Taranto il traffico container dopo cinque anni di assenza. Il servizio feeder della compagnia francese Cma Cgm attraccherà alla banchina del Molo Polisettoriale. Malta, Taranto e Tunisia sono gli approdi della nave, che poi effettuerà lo stesso percorso in senso inverso.

Il feeder intramediterraneo toccherà quindi Taranto due volte la settimana. Un secondo arrivo è previsto per il 15 luglio. Yilport è il nuovo concessionario del Molo polisettoriale di Taranto - dove si trova il terminal container - attraverso la società San Cataldo Container Terminal e rimette da domani in moto l’infrastruttura a distanza di cinque anni dall’abbandono della società Taranto Container Terminal, precedente concessionario che faceva capo al gruppo taiwanese Evergreen: «Da domani la ripresa del traffico container, che tanto è mancato al porto di Taranto in questi anni, diviene realtà - dichiarail segretario della Uiltrasporti, Carmelo Sasso -. Abbiamo chiuso in queste ore un primo accordo con la San Cataldo e sono stati assunti i primi 72 addetti che vengono dal bacino ex Evergreen. Ci sono lavoratori che hanno firmato il contratto di assunzione ieri sera. La trattativa con la società non è stata facile - riferisce Sasso -. Sia perchè loro, come gruppo turco, partivano da una certa idea di organizzazione del lavoro e noi abbiamo dovuto lavorare e trattare per modificarla, sia perchè alcune figure professionali esistenti con Tct, non erano previste nel loro modello».

«L’accordo fatto è un primo passo. È la ripartenza - spiega Sasso -. Adesso dovremo definire un piano di assunzioni, pescando sempre dal bacino ex Evergreen, che vada di pari passo con lo sviluppo del piano industriale del terminal container e del piano triennale dell’Autorità portuale di Taranto. Penso che sia opportuno agganciare la crescita dell’occupazione al ripristino delle gru di banchina, che ora sono in manutenzione, oppure alla crescita dei volumi di container movimentati - dice Sasso -. In sostanza, man mano che crescono i container, cresce anche il personale».

Il piano industriale della San Cataldo pre-coronavirus stabiliva la ricollocazione graduale di tutti i 497 addetti ex Tct, che, dopo un lungo periodo di ammortizzatori sociali, ora sono in carico all’Agenzia per il lavoro portuale. L’impatto del Covid ha però modificato lo scenario di piano.

Ora c’è l’ipotesi che non tutto il personale transiti nella nuova società, ma una quota resti con l’Agenzia - istituita con una legge del 2017 - e sia di volta in volta rioccupato secondo necessità e possibilità. Si pensa anche a una formazione di questo personale in modo da reinserirlo in nuove attività.

Esempio, osservano i sindacati, «se il gruppo nautico Ferretti si insedierà a Taranto sull’area ex Belleli, perchè non collocare qui una quota di manodopera dopo la riqualificazione?». «La nave che arriverà domattina è provvista di gru a bordo e attraverso queste, saranno movimentati i container - dice Sasso -. Il personale neo assunto salirà a bordo e manovrerà le gru. Così saranno anche i prossimi arrivi. Il terminalista si sta però attivando per reperire gru mobili in attesa che l’impresa consegni a settembre le prime quattro delle sei gru di banchina sottoposte a ripristino, gru, queste, che San Cataldo ha ereditato da Tct».

Il riavvio del terminal container di Taranto con Yilport era previsto ad aprile, poi il fermo del Covid ha spostato tutto a metà luglio. «Il ritorno della prima nave container - spiega il presidente dell’Autorità di sistema portuale di Taranto, Sergio Prete - non sarà salutato da alcuna cerimonia. L’incertezza che sino all’ultimo c’è stata sia sulla data, che sull’orario di arrivo - appena qualche giorno fa si parlava di attacco alle 2 di notte del 12 luglio - non ci ha permesso di programmare nulla. Lo faremo in seguito».

Prete conferma all'Agi che per ora non partiranno dal porto di Taranto i treni con i container diretti al Nord Italia: «I volumi sono ancora modesti, iniziali, si aspetta che crescano per far partire anche i treni da Taranto», rileva Prete. «Comunque il fatto che questo feeder scali un porto molto importante come Malta, permette a Taranto di entrare, attraverso una rotta intramediterranea, in rotte internazionali».

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