Il progetto della Green Logistic Valley a Genova. Spediporto: “Puntiamo sulla Valpolcevera”

I benefici che potrebbero derivare da una coincidenza tra una Zona Logistica Semplificata ed un Zona Doganale Interclusa sono legati ai vantaggi commerciali ed operativi che gli importatori e gli esportatori italiano e stranieri potrebbero trovare sul territorio

Operazioni logistiche

di Simone Gallotti

Genova – La merce dal porto sbarca e arriva in Valpolcevera, il vero fulcro logistico dello scalo. E della città. È quello il grande retroporto di Genova, però «smart, innovativo e sostenibile». Spediporto, l’associazione degli spedizionieri genovesi, ha elaborato un progetto che ritiene possa rilanciare la valle attraverso la Zona Logistica Semplificata per far rinascere la Valpolcevera. Così come le zone economiche speciali, si tratta di aree all'interno delle quali sono previsti particolari agevolazioni e incentivi per le aziende insediate o che decidono di insediarsi. «Una Zes o una Zls, anche se rafforzate, si basano sulla presenza di incentivi doganali e fiscali peraltro limitati nel tempo. È necessario invece mettere in campo una componente funzionale per creare sinergie con le piccole e medie realtà imprenditoriali locali sul territorio» spiega l’associazione degli spedizionieri.
Il progetto Valpolcevera si può considerare come un progetto pilota di Zls. «Il nostro progetto si propone di riscoprire la centralità della merce, di valorizzare quella ricchezza che oggi viaggia, quasi di nascosto, all’interno dei contenitori che invece sono ben visibili sulle nostre strade, nei piazzali dei nostri porti» spiega il presidente di Spediporto Alessandro Pitto.
«Insieme a operatori, imprese, amministrazioni e comitati siamo convinti che Genova meriti di essere una città del futuro – dice Giampaolo Botta, direttore generale dell’associazione – Ecco perché è importante sostenere un progetto di Zona Logistica Semplificata che, supportando la nostra idea di Green Logistic Valley, si porrà gli obiettivi di valorizzare le piccole e medie imprese esistenti attraendo nuovi investimenti, favorire l’export italiano e quello ligure, far crescere le sinergie tra industria, logistica ed alta tecnologia e, infine, aumentare la qualità della vita, dei servizi anche attraverso l’eco-sostenibilità».

Una Green Logistic Valley con un corridoio portuale che gode di procedure doganali semplificate e un corridoio interno integrato con la Zls e l’utilizzo del 5G con il BlueMedProject. Il volano creato dalla Zls potrebbe far nascere anche nuove forme di imprenditorialità. La Zona Logistica Semplificata “rafforzata” del porto di Genova «proprio nell'ambito dell'innovativo progetto di sviluppo della Valpolcevera – continua l’associazione degli spedizionieri genovesi - può innescare non solo un progressivo incremento dell’offerta innovativa ma anche un effetto reshoring».
«Fra il 2012 e il 2017 sono stati investiti 3,3 miliardi di dollari in startup innovative operanti nella logistica. A Genova possiamo contare sulla presenza di eccellenze tecnologiche, la cui punta di diamante è costituita dall’Iit, che ha in programma l'apertura di un Digital Innovation Hub, che potrebbe essere ospitato proprio in Valpolcevera» analizza il presidente Alessandro Pitto.
I benefici che potrebbero derivare da una coincidenza tra una Zona Logistica Semplificata ed un Zona Doganale Interclusa sono legati ai vantaggi commerciali ed operativi che gli importatori e gli esportatori italiano e stranieri potrebbero trovare sul territorio. E a Spediporto ne sono convinti: «Proiettare Genova ed i suoi traffici mercantili in una dimensione ulteriormente aggiornata significa poter valorizzare al massimo gli strumenti ad oggi offerti da alcuni importanti strumenti normativi: Decreto Genova, Decreto Semplificazioni, Recovery Fund».
È così che gli spedizionieri vogliono valorizzare il mercato delle commodity, che ha fatto non solo la fortuna di numerosi porti nel mondo ma che oggi ha rilanciato sugli scenari internazionali anche il porto di Trieste. Tra le tante possibilità che si presentano a Genova «C’è quella di diventare sede di importanti depositi allo stato estero abilitati dove “buffer stock” o stock regolari possono essere inseriti all’interno di moderni magazzini robotizzati, in prossimità della aree economiche di consumo. Questi aspetti sono oggi una vera calamita non solo per gli operatori della logistica ma anche, e soprattutto, per il mondo della finanza» dicono gli spedizionieri. Genova potrebbe diventare, attraverso un potenziamento della sua offerta di depositi allo stato estero (Zfd), sede di importanti soft-commodity, come il caffè, prodotti coloniali, cacao e metalli ferrosi. «L’idea di Spediporto – spiega ancora Botta – è quella di una Genova che deve ambire ad essere città del futuro e della tecnologia, dove logistica, blu economy e servizi dovranno portare al territorio crescita, occupazione e qualità della vita».

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