Trieste, Puzzer si dimette dal Comitato. “Ho fatto qualche errore, nessuno è infallibile” / VIDEO

“Noi fino al 20 saremo qui in presidio, non si molla niente. Scusatemi se ho fatto qualche errore, ma un errore in 5 giorni può capitare a tutti”

Stefano Puzzer (leader Clpt) durante una conferenza stampa davanti al varco 4 del porto di Trieste

Trieste – "Abbiamo deciso insieme, tutti i portuali e i lavoratori di Trieste, che il presidio va avanti fino al 20 ottobre. La riunione del 30 a Roma è solo un'opportunità, ma la gente non ha intenzione di mollare". Così in un video il leader dei portuali di Trieste Stefano Puzzer. "Riguardo alle mie dimissioni - ha aggiunto facendo riferimento alle dimissioni dal Comitato lavoratori portuali Trieste -, sono dovute al fatto che non è giusto che le responsabilità di portare avanti il presidio fino al 20 ricada sul Clpt. Questa responsabilità ricade su tutti i portuali in generale, e io sarò il loro portavoce. Noi fino al 20 saremo qui in presidio, non si molla niente. Scusatemi se ho fatto qualche errore, ma un errore in 5 giorni può capitare a tutti", ha aggiunto facendo riferimento al comunicato, poi rettificato, in cui si annunciava il ritorno a lavoro.

Trieste, il discorso di Stefano Puzzer dopo le dimissioni

Il personaggio
Ha fatto il vaccino e ha il green pass, ma non lo esibisce per lavorare bensì solo per accompagnare il figlio all'asilo. E così continuerà, ha annunciato, fino a quando "il governo non ritirerà il green pass". Dà sicurezza Stefano Puzzer, detto Ciccio, l'anima dei portuali no green pass e poi dell'intero movimento che non accetta l'obbligo della carta verde.
Un leader che ora però rischia di cadere in disgrazia dopo settimane di battaglie e due giornate di protesta. Fino a poche ore fa era vicepresidente del Coordinamento lavoratori portuali di Trieste e suo portavoce, stamani ha però dato le dimissioni dopo alcuni "miei errori". La sua battaglia inizia con i tamponi gratuiti per i colleghi portuali, poi, quando le aziende accolgono la richiesta, per tutti i lavoratori. Dunque alza un muro contro muro e la protesta di cinque giorni, nonostante l'impegno politico e di altre autorità, diventa una realtà. Dopo esperienze pregresse deludenti in altri sindacati (Uil e Cisl) e anche nell'Usb - da cui c'è stato un distacco per divergenze non solo politiche ma probabilmente anche economiche - sei anni fa con alcuni colleghi portuali fonda il Coordinamento (Clpt). Avvia una prima battaglia a favore dell'indipendentismo per l'attuazione dell'allegato VIII del Trattato di pace di Parigi del 1947. In pratica, il cosiddetto Territorio Libero di Trieste. Il passato lavorativo dell'omone dagli occhi azzurri e il sorriso enigmatico a mezza bocca, che in porto lavora dove c'è richiesta per l'Agenzia per il lavoro portuale di Trieste, comincia alla Trieste Marine Terminal, da cui va via (o viene allontanato, secondo alcuni) con una buonuscita sostanziosa. Vincerà poi cause giudiziarie contro i terminalisti, dimostrando che qualcuno aveva manomesso le sue urine facendole risultare positive alla cocaina. Puzzer è stimato anche dai portuali più duri. E' battagliero, lo è stato anche contro Zeno D'Agostino, l'amato presidente dell'Autorità portuale che ha riconosciuto il suo sindacato e ora se lo ritrova come avversario.

D'Agostino ha indicato lui come responsabile delle (eventuali) sue dimissioni. Appassionato di pallone (centrocampista delle giovanili della Triestina), Puzzer è definito come un uomo che agisce con intelligenza. Almeno fino a ieri sera, quando per stanchezza o per altre ragioni, deve aver perso un po' di lucidità. Fino alle improvvise dimissioni di stamani.

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