Forza Italia, Lega, FdI e Italia Viva: “Sì allo scambio di manodopera”. La Culmv: “Impediremo lo scempio”

“Continua l'assalto ai porti italiani e ai lavoratori portuali". A denunciarlo è il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo,

Portuali genovesi

Roma – E’ caos, nel mondo della politica e del sindacato, dopo il tentativo di diversi senatori di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Italia Viva di inserire nel ddl Concorrenza pesanti modifiche alle norme che regolano il lavoro e le concessioni nei porti italiani.

Tra le novità che le forze politiche vorrebbero introdurre, la possibilità di ‘scambio di manodopera’ all’interno di un porto, l’attribuzione di maggiori poteri all’Art e all’Anac e – nuovamente – la legittimità dell’autoproduzione, sebbene limitata a casi specifici.

Unanime il no dei sindacati, mentre spicca la posizione della Compagnia Unica genovese. “Gli emendamenti presentati in Senato al disegno di Legge sulla Concorrenza gettano la portualità italiana e tutti i lavoratori coinvolti in un mare di incertezza e precarietà”, denunciano i camalli.
“In questo momento difficile, per la crisi pandemica non superata e per i potenziali effetti della guerra in Ucraina, è irresponsabile pensare a una “deregulation“ nei porti. Permettere lo scambio di manodopera tra diversi terminal in mano ad un unico concessionario è un colpo letale all’organizzazione del lavoro che ha ben funzionato nel nostro scalo, sia per le imprese sia per i lavoratori, anche nei momenti più difficili. Il Pool di manodopera (articolo 17) non avrebbe più senso. Questo tentativo va respinto. Occorre altro ai porti per guardare al futuro: noi ci siamo per impedire questo scempio sul fronte del lavoro portuale”.

Sindacati in trincea
“Continua l'assalto ai porti italiani e ai lavoratori portuali". A denunciarlo è il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo, spiegando che "i numerosi emendamenti al disegno di legge Concorrenza attaccano il quadro regolatorio del lavoro portuale e, conseguentemente, lo stesso mercato del lavoro del settore". Secondo il dirigente nazionale della Filt Cgil: "non sono assolutamente giustificabili gli emendamenti, tesi a consentire, e quindi a legittimare, lo scambio di manodopera tra le diverse aree demaniali date in concessione alla medesima impresa, assegnando alla commissione consultiva la valutazione di tale operazione. E' assolutamente inconcepibile immaginare questa vera e propria destrutturazione del lavoro portuale per favorire, evidentemente, una competitività sregolata e per niente in linea con gli obiettivi di affermazione e rilancio del nostro modello di lavoro portuale".

"Ci preoccupano anche - prosegue Colombo - gli emendamenti sul rilascio delle concessioni per le quali si prevede l'assegnazione di un ruolo all'Autorità di regolazione dei trasporti con una sovrapposizione di competenze con quelle già previste ed esercitate dalle Autorità di Sistema Portuale, cosi come se ne affidano altre ad Anac e Agcom, svuotando di fatto le pertinenze del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. E' l'ennesimo coacervo di interventi, tesi a demolire le poche certezze che abbiamo in questo Paese a difesa del bene pubblico". "Vigileremo - annuncia infine il segretario nazionale della Filt Cgil - sull'evoluzione dell'intero iter avviato con il ddl Concorrenza e non ci sottrarremo dal promuovere opportune e specifiche iniziative a tutela del lavoro e dei lavoratori portuali".

"Gli emendamenti al disegno di Legge sulla Concorrenza di Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Italia Viva scardinano il sistema della portualità italiana che, sorpattutto in questa fase così complicata dell'economia del Paese, ha dato prova di grande resilienza". Commenta così il Segretario Generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi i lavori del provvedimento attualmente in discussione al Senato. "Non siamo assolutamente d’accordo che venga abolito il divieto di interscambio di manodopera tra concessioni in capo ad uno stesso soggetto concessionario, all'interno dello stesso sistema portuale perché in questo modo verrebbero meno i principi di concorrenza, e verrebbe scardinato l'equilibrio occupazionale dei porti".

"La scelta - continua il Segretario Tarlazzi - di consentire allo stesso soggetto di avere più concessioni all'interno dello stesso porto per le stesse attività, rappresenta già di per se una preoccupazione perché, se non fosse calibrata con prudenza, potrebbe determinare monopoli. Consentire poi la fungibilità del personale farebbe venire meno gli stessi presupposti per i quali vengono autorizzate le imprese ad operare e diminuirebbero le tutele dei lavoratori stessi". "Altrettanto - prosegue Tarlazzi - non siamo d'accordo che vengano scardinate le competenze sul governo della portualità perché l'intero sistema ne avrebbe una ripercussione negativa". "Alla luce di tutto questo - conclude il Segretario della Uiltrasporti - chiediamo che questi emendamenti vengano ritirati".

Anche il Pd contrario

"Alcuni emendamenti sul sistema portuale, presentati al Senato al disegno di Legge sulla Concorrenza, rischiano di creare gravi difficoltà alla governance sui porti e ai lavoratori". E’ quanto dichiara Davide Gariglio, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera, sui lavori del provvedimento attualmente in discussione a Palazzo Madama.

"Mi riferisco in particolare agli emendamenti presentati da Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Italia Viva, che vogliono abolire il divieto di interscambio di manodopera tra concessioni in capo ad uno stesso soggetto all'interno dello stesso porto, divieto che è presente nella proposta di legge avanzata dal governo: una proposta emendativa che mina i principi di concorrenza e flessibilità su cui si fonda il mercato regolato del lavoro portuale". "Non vanno poi dimenticati i vari emendamenti, presentati da numerose forze politiche, che assegnano competenze sul governo della portualità ad Art, Anac e Agcom, sottraendole al Ministero dei Trasporti e della Mobilità sostenibili, complicando e burocratizzando di fatto la gestione del sistema portuale. Mi auguro - conclude Gariglio - , nell'interesse generale del sistema portuale nazionale, che queste proposte non vengano approvate".

Leu: “Inaccettabile”
“Dal ddl Concorrenza, in discussione al Senato, arriva l'ennesimo inaccettabile affondo contro i lavoratori portuali. Un emendamento del centrodestra, con l'aggiunta di Italia Viva, rappresenta un colpo ai diritti del lavoro. Al centro delle proposte ci sono due temi centrali, come quello dell'interscambio di lavoratori e il ritorno al tema dell'autoproduzione. Una posizione che sconfessa, peraltro, quanto sostenuto dal governo". Lo dichiara il deputato Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Leu. "Il progetto portato avanti da questi partiti - aggiunge Pastorino - è quello di una deregolamentazione totale del lavoro portuale. E va nella direzione opposta a quella in cui si dovrebbe approdare. Vigileremo su questi inaspettati attacchi ai diritti e daremo pieno sostegno a ogni iniziativa di protesta adottata dai sindacati e quindi a difesa dei lavoratori".

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