Porti più intelligenti con il 5G in banchina: "Traffico digitalizzato e emissioni ridotte"

Mancato l’appuntamento del sistema informatico comune per tutti i porti italiani - obiettivo rincorso per 20 anni, conclusosi con la messa in liquidazione della società ad hoc, la Uirnet - le banchine italiane possono ripartire dal 5G, una strada che per certi versi è obbligata

di Alberto Quarati

Genova - Mancato l’appuntamento del sistema informatico comune per tutti i porti italiani - obiettivo rincorso per 20 anni, conclusosi con la messa in liquidazione della società ad hoc, la Uirnet - le banchine italiane possono ripartire dal 5G, una strada che per certi versi è obbligata: "Vediamo una grande attenzione sia da parte dei soggetti privati, sia di quelli pubblici - spiega Riccardo Mascolo, Head of Strategy and 5G for Industry Italy and South-East Mediterranean del gruppo Ericsson -. Questo è un elemento sicuramente è importante, e pensiamo che proprio l’ente portuale sia quello che può coordinare i vari aspetti di questa nuova fase". Dire 5G, significa in sostanza dire più banda per far funzionare tutti quei servizi che un domani saranno necessari per il porto: "A Livorno abbiamo avviato l’applicazione del nostro modello “5G Port of the Future” nel quadro del progetto europeo Corealis, al Terminal Lorenzini. Questo è sicuramente un esempio concreto di prime applicazioni basate sul 5G: in questo contesto sono in fase di realizzazione casi d’uso relativi alla logistica interna per le ottimizzazioni delle operazioni di carico e scarico delle navi, e poi modelli di gemello digitale (digital twin) delle infrastrutture portuali a supporto delle fasi critiche di ingresso delle imbarcazioni nel porto. Con la flessibilità, il 5G apporta un valore senza precedenti all’ottimizzazione degli scali portuali, offrendo un nuovo livello di efficienza operativa e di processo in grado di ridurre significativamente i costi e l’impatto ambientale: per esempio, abbiamo stimato che l’introduzione del supporto 5G in questo casi d’uso, può portare a un risparmio di 56 mila metri cubi di gasolio in un anno, al taglio dell’8,2% delle emissioni di anidride carbonica, a un risparmio di 2,5 milioni di euro l’anno grazie all’ottimizzazione delle operazioni di attracco delle navi, un 25% di miglioramento della produttività attraverso gru e banchine comandate da remoto grazie al 5G".

A Ferrol, in Spagna, nei cantieri Navantia, è stato possibile realizzare simulazioni tridimensionali delle componenti di una nave, che ha permesso un risparmio di tempo nel loro montaggio. Più Internet significa anche una gestione più fluida dei traffici, elemento essenziale in una fase storica caratterizzata dall’irregolarità con cui opera la catena logistica. Ericsson è uno dei maggiori gruppi mondiali nella realizzazione di infrastrutture per le telecomunicazioni: le sperimentazioni con il 5G sono avviate non solo a Livorno, ma anche a Qingdao (sul fronte del tracciamento delle persone che si trovano nel terminal e del monitoraggio degli accessi); a Rotterdam (localizzazione dei container e delle attrezzature, gestione dei magazzini); a Panama (gestione dei veicoli portuali, degli accessi e del sistema dei trasporti): tutte soluzioni che un domani potranno anche insistere su un solo scalo, in un ecosistema unico, come lo definisce Mascolo, più facile anche da proteggere sotto il profilo della cybersicurezza rispetto alla selva di sistemi oggi presente nei porti: "Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza - aggiunge il manager - pur non essendo ancora usciti i bandi relativi alla digitalizzazione, va detto che dalle premesse non sembrano esserci stanziamenti specifici su questo punto. Ma l’opportunità di investire rimane".

Anche l’infrastruttura digitale crea infatti lavoro: sono infatti decine i partner tecnologici deputati alla gestione e alla manutenzione dell’infrastruttura. L’ecosistema 5G non sarebbe direttamente allacciato a quella nazionale, ma limitato unicamente all’area portuale interessata. In prospettiva, questo meccanismo potrebbe anche risolvere il tema della rete portuale unica nazionale, perché i sistemi 5G potrebbero unirsi in maniera modulare: gli strumenti per far ripartire la digitalizzazione dei porti ora sono una realtà.

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