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L’intervista

Edoardo Rixi, viceministro e leader della Lega in Liguria: “Toti e il partito delle civiche: soluzioni che non decollano”

Sui Depositi chimici nel porto di Genova avvisa il sindaco Bucci: “Decisione tecnica dell’Autorità portuale. La sicurezza è il fattore più importante”

di Emanuele Rossi
Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Il vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi

 

Genova – «L’anno prossimo si vota per le Europee e per comuni importanti. Si votano i simboli dei partiti, non credo che ci sarà il “partito delle civiche” nel centrodestra ligure. Alle regionali? Sono tra due anni, in politica può cambiare tutto». Freddezza e un po’ di ironia traspaiono dalla voce di Edoardo Rixi quando commenta l’idea del presidente della Regione Giovanni Toti di una federazione delle liste civiche del centrodestra, sposata anche da Claudio Scajola. Il leader della Lega, riferimento per il centrodestra ligure nell’esecutivo di Giorgia Meloni, ci tiene a difendere il ruolo del centrodestra “classico”, nel dibattito interno alla coalizione: «I partiti sono deboli? A me pare che governino l’Italia». E per le elezioni di Sanremo si augura «una coalizione unita, come a Ventimiglia». Ma il vice di Matteo Salvini - che oggi sarà alla festa leghista di Camporosso, nell’imperiese - manda anche un avviso al sindaco di Genova Marco Bucci sulla vicenda dei depositi chimici in porto: «La decisione dovrebbe essere tecnica e dell’Autorità portuale. E la sicurezza è il fattore più importante».

Vice ministro Rixi, le proposte del ministro e leader Fi Tajani sui porti hanno aperto una crepa nella maggioranza?

«Non direi, c’è piuttosto un vivace scambio di vedute. Ho già detto quello che penso: non mi sembra una strada perseguibile quella di vendere i porti e il demanio, come avvenuto in Grecia con il Pireo. Noi pensiamo ad una proprietà pubblica ma rendendo più efficace il sistema, e adesso apriremo una discussione con la legge delega. Tra l’altro certi esempi del passato, come le autostrade, dimostrano che non ci si guadagnerebbe molto».

Discussoni anche in Liguria dove tiene banco l’idea del presidente Toti di una federazione delle esperienze civiche di centrodestra, da Scajola a Bucci a Peracchini…

«È un’idea sua, chiedetelo a lui. Ora si vota per le europee e i simboli saranno quelli dei partiti. Tra due anni alle regionali? In politica è tanto tempo...».

Si voterà anche in comuni grandi come Sanremo, Rapallo, Albenga. Qual è la linea della Lega?

«La mia idea è di confermare l’alleanza di centrodestra come a Ventimiglia».

Il sindaco di Imperia Scajola invece sottolinea la debolezza dei partiti.

«I partiti ora sono al governo del Paese, cerchiamo di stare alla realtà dei fatti. Con Claudio ho un ottimo rapporto ed è un ottimo sindaco ma a Sanremo non c’è uno Scajola. Le esperienze civiche sono importanti a livello territoriale e complementari ai partiti, ma hanno senso nei loro territori, di “partiti dei sindaci” in Italia si parla da tempo, ma non decollano mai».

A proposito di sindaci, crede che Bucci farà marcia indietro sui depositi chimici a Ponte Somalia dopo lo stop del Ctr?

«Quel tema compete al presidente del porto, quando ci sarà. Io dall’inizio ho detto che il tema prioritario è la sicurezza e quindi bisogna ascoltare Capitaneria e vigili del fuoco. Sono contrario a tenerli dove sono ora, a Multedo, proprio per un tema di sicurezza. Ma la soluzione va trovata riducendo i fattori di rischio. Mi dispiace se si butta in politica una questione che dovrebbe essere guidata da criteri tecnici».

A proposito, quando ci sarà il presidente del primo porto italiano?

«Credo che dalla prossima settimana avremo un commissario e se sarà bravo lo manterremo, altrimenti si cambia. Mi sono confrontato con gli operatori portuali e credo che in questa fase un commissario esterno rallenterebbe tanti processi in corso, ma allo stesso modo anche individuare un nuovo presidente. Un commissario che conosca la macchina e i dossier ora è la scelta migliore, in una situazione che non ho creato io. Tra un anno spero di avere portato a termine la riforma e nominare i presidenti nuovi».

Dopo l’incidente di Brandizzo il Ministero ha annunciato un’indagine, c’è un problema sulle manutenzioni delle linee ferroviarie secondarie?

«Dobbiamo capire esattamente cosa sia successo perché è una tragedia inaccettabile e grave. Da quello che sappiamo RfI non ha mai dato l’ok ai lavori su quel binario. La mia paura è che ci sia stato un eccesso di confidenza, un errore umano. Ma dobbiamo aspettare l’inchiesta della Procura. In ogni caso abbiamo nominato a capo della commissione interna delle ferrovie un esterno come il professor Regesta del Politecnico di Milano, vogliamo vederci chiaro: prima di cambiare le procedure bisogna capire dove sta l’errore».

Ha seguito il caso dei pedaggi gonfiati ai motociclisti sulle autostrade genovesi sollevato dal Secolo XIX?

«Certo, ne ho parlato con l’amministratore delegato di Aspi Tomasi. A quanto risulta è un errore del software, chiaramente il gestore dovrà rifondere se ci sono stati dei pedaggi indebiti. Ho chiesto di sistemare la vicenda in maniera rapida».

Lo scenario della chiusura contemporanea dei valichi alpini con la Francia è scongiurato?

«Sì, ma oggi abbiamo dovuto fare un decreto d’urgenza perché i francesi hanno revocato il divieto ai mezzi pesanti nei festivi: ci aspettiamo ottomila Tir. Passeranno dal Tunnel del Bianco, ma solo se diretti in Piemonte e Val D’Aosta».

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