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Il gruppo francese Axa si compra un pezzo del porto di Genova

Axa è pronta a diventare socio di Psa, il colosso di Singapore che gestisce i terminal del Sech e di Pra’, oltre al Vecon di Venezia: ecco cosa cambia

Simone Gallotti
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Il Sech di Genova

 

Genova - Non serve ormai un interprete, basta Google per tradurre dal tedesco. Soprattutto quando il messaggio è chiaro. Nella pagina delle notifiche al The Bundeskartellamt (l’Antitrust tedesca), il 1° dicembre è stata notificata l’operazione di «acquisizione del Gruppo Investimenti Portuali s.p.a. per il co-controllo di Psa Genova Pra’, Terminal Contenitori Porto di Genova e Pra’ Distripark Europa S.p.A., tutti i servizi di terminal container e spedizioni». L’Authority della Germania in poche righe rende ufficiale la cessione del 38% delle quote dei terminal genovesi gestiti da Psa: il principale terminal gateway di Genova a Pra’ e il Sech e della parte detenuta in Vecon, le banchine veneziane. Ad acquistare, sempre secondo la notifica, è la società Pervinca S.r.l.

Chi è l’acquirente

Il Secolo XIX ha potuto ricostruire l’operazione. Dietro a Pervinca, società italiana creata appositamente, ci sarebbe Axa, il colosso francese delle assicurazioni. Il veicolo scelto è il fondo infrastrutturale del gruppo (Axa Investment Managers) che entrerebbe così nel business portuale acquisendo una rilevante quota di minoranza del più grande terminal gateway del Paese. I contorni dell’acquisizione sono dettati dalla stessa notifica: nell’affare rientrano le attività genovesi di Gip (Gruppo Investimenti portuali) ma il perimetro sarebbe allargato alle banchine di Venezia. Fuori invece Livorno. Lo scalo toscano peraltro è al centro di voci di una possibile trattativa con il gruppo Grimaldi.

Giulio Schenone

 

Chi è Gip

Gruppo Investimenti Portuali è la società che controlla il 38% dei due terminal genovesi. A sua volta Gip è composta da Infravia e Infracapital, i due fondi (uno inglese e l’altro francese) entrati nel business portuale che detengono il 95% delle quote. Il restante 5% è nelle mani di Giulio Schenone, manager portuale che nel 2017 fu l’artefice dell’ingresso dei due fondi nel capitale. A una richiesta del Secolo XIX, Gip ha preferito non commentare. Sei anni fa a vendere furono alcuni esponenti di note famiglie genovesi: Luigi Negri con il gruppo Finsea, Giovanni Cerruti (gruppo Gastaldi), la famiglia Magillo e lo stesso Schenone che aveva ceduto all’epoca il 10%. Ora sono i fondi a uscire, di fronte a un’offerta che è difficile da decifrare ma che alcune stime quantificano in diverse centinaia di milioni di euro.

La seconda fase

A quanto risulta al Secolo XIX però la mossa di Axa sarebbe riconducibile a un’offerta accolta da Gip (la notifica testimonia che i fondi e Schenone hanno ritenuto congrua la cifra), ma che necessita ancora di un ultimo via libera. I patti infatti prevedono che l’ultima parola spetti a Psa. Singapore ha infatti un diritto di prelazione come socio di maggioranza e potrebbe persino decidere di prendere tutto e gestire in solitaria i terminal genovesi. Psa deve ancora decidere e in questi mesi sta anche affrontando un cambio al vertice: dal prossimo primo marzo Tan Chong Meng lascerà gli incarichi di amministratore delegato e di consigliere di amministrazione della società terminalista di Singapore, ruoli che saranno poi coperti da Ong Kim Pong, ex amministratore delegato regionale per il sud-est asiatico dell'azienda, che assumerà il ruolo di ceo del gruppo e sarà nominato membro del consiglio di amministrazione di Psa International. Quando questo tipo di operazioni si verificano nel corso di un cambio al vertice, è possibile che i tempi si dilatino. La time line, da quanto apprende questo giornale, è comunque l’inizio del prossimo anno. Non sarà quindi necessario aspettare molto per sapere se i francesi di Axa hanno ottenuto il via libera anche dai futuri soci di Singapore.

Cosa comprano i francesi

Psa Italy, la società sotto il cui cappello si radunano i terminal del colosso di Singapore, chiuderà il 2023 in linea con le previsioni di traffico di inizio anno. Nel dettaglio, Psa Genova Pra’ registrerà una contrazione del 3%, per un totale di 1.470.000 teu movimentati. È andata meglio al Vecon di Venezia che segna un aumento del 10% con 336.000 teu nei 12 mesi. Secondo i dati diffusi dalla società, anche il Sech, l’altro terminal genovese, dovrebbe arrivare a fine anno con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente, con 247mila teu movimentati.

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