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l’intervista

Montaresi: “A Marina di Carrara più spazio per il break bulk col nuovo Piano regolatore portuale”

“A Marina di Carrara, la vicinanza del porto all’uscita autostradale costituisce già un ottimo asset logistico. Inoltre è attiva una coppia di binari che arriva direttamente sulla banchina Fiorillo, e che consente di comporre i treni sottobordo le navi”

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Federica Montaresi

 

La specializzazione nella suddivisione delle diverse tipologie di traffico è un tratto caratteristico degli scali del sistema portuale ligure orientale. La Spezia è uno dei principali porti container del Mediterraneo (1,14 milioni di teu nel 2023) con anche una consistente quota di rinfuse liquide, a Marina di Carrara vanno forte rinfuse solide, rotabili e break bulk. “I bacini di riferimento inland - spiega la segretaria generale Federica Montaresi - rimangono, per entrambi i porti, quelli delle vaste aree industrializzate del Nord Italia come Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Liguria, Toscana e Piemonte”.

L’Authority come intende sviluppare il traffico break bulk?

“Le migliori opportunità di crescita e sviluppo nel settore del break bulk (e project cargo) provengono, al momento, soprattutto dal porto di Marina di Carrara che con l’approvazione del nuovo piano regolatore portuale vedrà riorganizzati ed ampliati gli spazi portuali adibiti a questo importante settore, con la concreta possibilità di aumentare la propria quota di mercato nell’Alto Tirreno per questo tipo di traffico. Il nuovo Piano Regolatore di Marina di Carrara, il cui iter di approvazione è in corso, prevede infatti un deciso riassetto delle attività che vengono svolte in porto con spazi dedicati per i diversi settori commerciale, nautico, passeggeri a cui si aggiungono le aree di interazione porto-città fondamentali per poter coniugare lo sviluppo del porto in sinergia con il contesto urbano in un’ottica di sostenibilità economica, ambientale e sociale. E il settore break bulk e project cargo, che hanno raggiunto nell’ultimo anno percentuali importanti, avranno ulteriori opportunità di sviluppo proprio grazie al Prp. Da sottolineare anche il lavoro che stanno portando avanti gli operatori portuali, presenti nello scalo, con i paesi del Nord Africa nell’ambito del settore break bulk, con risultati molto interessanti, per intensificare i rapporti commerciali e i servizi marittimi".

E per il project?

“Per quanto riguarda il settore del project cargo, strategico per il porto di Marina di Carrara, otterrà certamente un ingresso al porto più funzionale alla movimentazione dei grandi moduli operati dal terminalista Fhp, attraverso la realizzazione di un nuovo gate di accesso allo scalo, previsto dal lotto 1 del progetto del nuovo waterfront. Con il nuovo assetto si otterrà una migliore viabilità stradale che verrà accompagnata da una ottimizzazione della operatività ferroviaria. Dal lato mare il PRP prevede anche un secondo accosto sulla banchina Fiorillo che aumenterà la capacità operativa del terminal e garantirà una migliore accessibilità nautica, spendibile per promuovere una maggiore efficienza e competitività, relative all’entrata e all’uscita delle merci. Anche il miglioramento in corso delle infrastrutture di collegamento al porto, sia stradali che ferroviarie, consentirà quindi di facilitare al meglio le movimentazioni di merce consolidando le opportunità di sviluppo. Per raggiungere questi importanti traguardi sarà molto importante continuare a perseguire le più ampie sinergie con tutti gli stakeholders coinvolti, istituzionali e non, presenti sul territorio, AdSP, Comune, Provincia e Regione e gli operatori del settore”.

Come è attrezzato il territorio per accogliere questi traffici?

“Alla Spezia i terminalisti stanno valutando con attenzione la possibilità di ampliare questo tipo di traffico, che può già essere svolto anche sulle banchine dotate di equipment e infrastrutture tecniche perfettamente adeguate. A Marina di Carrara, la vicinanza del porto all’uscita autostradale costituisce già un ottimo asset logistico. Inoltre è attiva una coppia di binari che arriva direttamente sulla banchina Fiorillo, e che consente di comporre i treni sottobordo le navi, con notevoli vantaggi in termini di operatività ed efficienza. In questo modo si è dato maggiore impulso al trasporto via treno, che negli ultimi due anni è aumentato in modo significativo, con riduzione delle emissioni nocive dei camion e positivi riscontri per l’ambiente. Si tratta di un’opera che è stata integrata e completata grazie al lavoro svolto da Rfi che ha compiuto un importante intervento di manutenzione della linea che va dal porto di Marina di Carrara fino alla stazione di Massa Zona Industriale, migliorando quindi il collegamento diretto dello scalo con la linea ferroviaria nazionale. L’infrastruttura va inquadrata nel complessivo piano di ammodernamento della linea ferroviaria portuale che è già in corso sia a Marina di Carrara che alla Spezia, grazie ad importanti investimenti pubblici che consentiranno nell’immediato futuro un’integrazione delle manovre ferroviarie dei due porti dell’Adsp. Nell’ambito 1 e 2 del nuovo waterfront è previsto in particolare lo sviluppo e potenziamento dell’accesso al porto sia stradale che ferroviario”.

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