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Marco Bucci al Forum sullo shipping: “La nuova diga di Genova servirà all’ambiente”

Il sindaco Bucci: “La facciamo a -45 metri per effetto di un vincolo della Sovrintendenza. Ha prevalso l’aspetto culturale: ci vorrà più cemento ma eviteremo lo stesso ricadute negative”

Alberto Quarati
2 minuti di lettura
Marco Bucci 

Genova – I venti della cronaca non possono non lambire anche il Forum Shipowners & Shipbuildings, ed è proprio la Direttrice del Secolo XIX, Stefania Aloia, a farlo notare: «Oggi in sala ci sono assenze molto pesanti. Per questo bisogna raccogliere le forze per progettare il futuro di Genova, della Liguria, dei porti liguri e non solo. Bisogna trovare nel sistema l’energia per andare avanti. Però, che sia appunto un energia pulita».

Del trio istituzionale che ha guidato la Liguria per quasi 10 anni è rimasto solo lui, il sindaco Marco Bucci, mentre il presidente della Regione Giovanni Toti è agli arresti domiciliari e l’ex presidente del porto Paolo Emilio Signorini è in carcere. Dal 7 maggio scorso però Bucci ha proseguito l’attività istituzionale, senza cancellare impegni dall’agenda: il sindaco c’è, e per il porto - che ha anche l’attuale commissario Paolo Piacenza indagato - questo è un segno di continuità, visto che Bucci è anche commissario per il Programma straordinario delle opere (da tre miliardi di euro) interno allo scalo, così come della costruzione della nuova Diga foranea e del Tunnel subportuale: la materializzazione di quanto sostenuto da Bucci anche ieri, e cioè che città e porto, pur con mansioni distinte, non possono vivere separati l’uno dall’altra.

Bucci ricorda che a Genova lo scorso anno è stato firmato in occasione della Ocean Race il protocollo internazionale sulla protezione degli Oceani, mentre poche settimane fa è stato rinnovato quello che obbliga le navi in entrata e uscita dal porto a utilizzare carburante con lo 0,1% di zolfo per limitare le emissioni delle navi. Annuncia che alla fine del prossimo anno l’interna flotta del trasporto pubblico locale sarà a zero emissioni zero e raccoglie il passaggio di Aloia sulla campagna elettorale in corso per le elezioni Europee, che per la Direttrice è fortemente connotata da posizioni sull’ambiente dettate dall’ideologia. Approfittandone per evidenziare un dettaglio non indifferente sulla costruzione della nuova Diga foranea: se l’opera dovrà poggiare su un fondale di 45 metri - una profondità molto impegnativa per il consorzio che la deve costruire, più costosa e impattante - è anche perché si è dovuto raggiungere un compromesso, in questo caso con la Sovrintendenza.

«La Diga - ammette Bucci - è un esempio di infrastruttura che potrebbe avere un effetto pesante sull’ambiente. Gli studi ci hanno detto che questi impatti non ci sono. Poteva essere fatta a 30-35 metri di profondità, è vero, ma solo se avessimo buttato giù tutta la Diga di adesso. Non la vogliamo buttare giù, perché è la Diga del De Ferrari, c’è la protezione delle Belle arti. E allora quella nuova dobbiamo farla più in là, per consentire il passaggio delle navi. Abbiamo deciso di accettare questo compromesso, mettendo più cemento e andando su fondali di 45 metri. Però pensateci: molte volte dobbiamo prendere decisioni di questo tipo, che devono tenere in considerazione parecchi aspetti. E l’aspetto culturale in questo caso ha preso il sopravvento sull’aspetto ambientale. Questo - precisa il sindaco - non vuol dire che però rinunciamo all’aspetto ambientale, ma che dobbiamo fare tutti gli studi necessari per far sì che anche se facciamo la Diga a 45 metri, possiamo essere consci e sicuri che non ci sia effetto sull’ambiente. Insomma - conclude Bucci - il processo di crescita ambientale deve tenere presente che ci sono tanti altri fattori da mettere assieme. Altrimenti si fa un lavoro da talebani, che non serve a nulla».

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