Porti, Rixi: “Servono regole chiare e una gestione più rapida delle procedure”
“È da 150 anni che si studia la questione meridionale senza avere mai trovato una soluzione - ha aggiunto il ministro Musumeci -. E nel frattempo sulla questione meridionale si sono fatte centinaia di campagne elettorali”
Genova - “L'Italia, oggi più che mai, svolge un ruolo cruciale per la logistica continentale. A causa dell'attuale crisi geopolitica il sistema dei porti del Nord Europa non è più sufficiente a garantire l'approvvigionamento industriale. Gli scali mediterranei di Genova e dell'alto Adriatico registrano, sempre di più, spinte per investimenti privati sul territorio. A noi spetta il compito di tenere il passo con nuove infrastrutture che possano rendere i nostri porti strutturati e adeguati ai tempi". Lo ha detto il viceministro al Mit Edoardo Rixi nel suo intervento in collegamento a un evento promosso da Assagenti e in corso a Genova. "Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è al lavoro per eliminare quei colli di bottiglia nel sistema che oggi non permettono di raggiungere gli standard necessari al settore. Bisogna recuperare un gap di circa 20 anni a causa di uno status quo che, soprattutto in Liguria, ha raggiunto una soglia critica e che non ci possiamo permettere ulteriormente - ha concluso -. Riteniamo necessaria una forte sinergia fra investimenti pubblici e privati per lo sviluppo del nostro sistema nazionale con l'obiettivo di diventare il secondo pilastro logistico del sistema europeo. Servono perciò regole chiare e gestione più rapida delle procedure".
Musumeci: “Dobbiamo smetterla con la sindrome di Calimero”
"Noi meridionali abbiamo una prateria davanti. Abbiamo questo Mediterraneo, questa vicinanza con l'Africa e il Medio Oriente. Abbiamo quella creatività che non mi sembra essere un arnese molto diffuso: mettiamola a profitto. Dopo 150 anni dobbiamo smetterla con la sindrome di Calimero e mettere a profitto quello che abbiamo: diversifichiamo le nostre funzioni e le nostre vocazioni. L'autonomia differenziata mette ognuno di noi di fronte alle proprie capacità. Chi è bravo va avanti e chi non è bravo rimane indietro e cambia mestiere". Lo ha detto a Genova il ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, rispondendo ad una domanda di Nicola Porro nel corso dell'assemblea di Assagenti, gli agenti marittimi genovesi, al palazzo della Borsa. "Io sono autonomista fino al midollo, da siciliano non posso che essere autonomista, unitario ma autonomista - ha premesso -. Dobbiamo liberarci da questa gabbia ideologica della questione meridionale. E' la palla al piede delle regioni del Sud perché è diventata una sorta di alibi, foglia di fico per coprire le nostre vergogne di amministratori. Tutti abbiamo dei limiti nelle amministrazioni, non possiamo continuare a vivere abbassando lo sguardo verso le regioni del Nord per dire voi siete avanti e noi purtroppo siamo indietro. Come se fosse una sorta di destino ignobile". Ancora: "E' da 150 anni che si studia la questione meridionale senza avere mai trovato una soluzione - ha aggiunto Musumeci -. E nel frattempo sulla questione meridionale si sono fatte centinaia di campagne elettorali. Sono convinto che il Sud Italia la materia prima ce l'abbia e possa affrontare le sfide, e che gli interessi del Nord Italia sono diversi da quelli del Sud Italia, perché il Nord guarda ai mercati continentali come è normale che sia, mentre il Sud è a 140 chilometri dall'Africa. Ma i due sistemi se coesi tornano utili all'Italia. E allora smettiamola con l'assistenzialismo. Io credo che l'autonomia differenziata serva a mettere ogni classe dirigente di fronte alle proprie responsabilità".