Porto di Genova, il disegno del sindaco
Sono quasi 50 i suggerimenti del Comune all’Authority per lo scalo del futuro
Alberto Quarati
Marco Bucci illustra il plastico del porto di Genova al Mipim di Cannes
Genova – Verde, parcheggi, la voglia di far respirare una città congestionata come Genova, mettendola in relazione con un grande porto che, come detto spesso dal sindaco Marco Bucci, «rubi spazio all’acqua» ma dia anche più spazio alla nautica. La delibera “Visione 2030” approvata dalla giunta comunale di Genova a metà della scorsa settimana pone nero su bianco quanto descritto nel plastico che Bucci ha presentato alla Fiera internazionale Mipim di Cannes a marzo, e risponde a un atto richiesto dalla legge, che chiama gli enti interessati a dare i loro suggerimenti per la definizione del Piano regolatore portuale, il documento dell’Autorità portuale che definisce lo sviluppo delle banchine.
La proposta del Comune all'Authority
Forte della collaborazione con gli uffici di Palazzo San Giorgio, la proposta del Comune entra in numerosi dettagli. La delibera presenta una mappa suddivisa in cinque ambiti, da Levante a Ponente. Sono segnati in rosso 106 interventi previsti dal Comune (“linee di indirizzo”: non è un caso che il documento sia definito «spunto progettuale per un futuro schema Piano regolatore comunale») più 47 “contributi progettuali” per il porto, segnati in giallo. La delibera descrive con chiarezza le ragioni degli interventi “in rosso”, attinenti all’opera del Comune, mentre accenna solo parzialmente ai temi portuali, intervenendo solo in quelle tematiche dove Palazzo Tursi è coinvolto più direttamente.
Seguendo la logica della delibera e partendo da Levante, la nuova Torre Piloti è vista come il punto di riferimento di tutta l’area del Watefront: il documento prevede una prosecuzione del canale scavato dietro il Padiglione Blu fino al Porticciolo Duca degli Abruzzi, e un altro canale tra Calata Gadda e il Porto Antico. Queste due opere, corredate dal ripristino delle vecchie mura a mare della città e da un collegamento pedonale Corso Italia-Porto Antico più vari punti di contatti con Corso Saffi, nei fatti trasformano in isole due dei tre moli su cui sorgono le riparazioni navali: il Cagni e il Molo Vecchio. Alla radice del Cagni le aree dei Cantieri Mariotti sono sostituite da una zona “servizi nautici”, delimitata a Sud, su Calata ex Superbacino, da un nuovo porticciolo per la nautica. Non manca, procedendo verso Ovest, il tracciato del Tunnel Subportuale e un’ipotesi di abbattimento della Sopraelevata poco oltre la zona di Dinegro, con relativa immissione in Via Buozzi. Procedendo verso Sampierdarena, in area portuale il Comune conferma Ponte Somalia, nonostante la bocciatura al Tar, come il luogo idoneo per lo spostamento dei Depositi chimici: per gli spazi liberati a Multedo dalle aziende Carmagnani e Superba si ipotizzano parcheggi interrati, il ripristino del parco di Villa Rostan, «funzioni produttive, artigianali e logistiche compatibili con l’abitato».
Confermati, come è ben visibile dai contorni gialli della mappa, tutti i riempimenti nel porto di Sampierdarena (anche quelli finiti sotto la lente della magistratura, come quelli a Calata Concenter) l’ipotesi del nuovo terminal traghetti al traverso dei Ponti Ronco e Canepa e l’avanzamento del compendio Bettolo-Rinfuse-Spinelli verso il mare, con la rettifica della banchina per farne un grande polo container. Come si diceva, questa tematica è solo espressa sulla mappa, non nel testo della delibera. Non è invece riportata la variante per la nuova Diga foranea, oggi in fase di approvazione al ministero dell’Ambiente.
Sono invece descritti gli interventi di riqualificazione di Sampierdarena (dal parco in linea su Lungomare Canepa a quello della Lanterna, ma anche la riqualificazione di strade come Via Buranello e Via Daste) insieme alle note attività di mitigazione dovute ai quartieri della Valpocevera e legati al potenziamento dei parchi ferroviari a servizio di porto e Terzo valico. In mappa è segnato anche il Cerchio Rosso e il memoriale delle vittime del Morandi.
Tornando in porto, per un’ampia fetta di aree ex-Ilva è proposta una conversione a funzioni logistiche. Il documento si sofferma sugli interventi di riqualificazione a Sestri Ponente (come l’abbattimento dell’attuale stazione per allargare la strada) determinati dallo spostamento a monte della ferrovia per fare spazio al Ribaltamento a mare di Fincantieri. Nel bacino di Multedo il Comune ipotizza, pure se indefinitamente, un «ridimensionamento» se non proprio «una ricollocazione» del Porto Petroli. In caso di ridimensionamento, lì verrebbe ospitata altra «cantieristica navale»: se la mappa non inganna, sarebbero appunto i Cantieri Mariotti sottratti al Levante dello scalo. Sempre qui è ipotizzato anche un bacino per il cantiere nautico Tankoa. Per quanto riguarda l’Aeroporto è segnata la passerella con la nuova stazione, e l’allargamento dello sporgente della pista di atterraggio.
All’estremo Ponente, ecco l’allargamento della penisola artificiale del porto di Pra’ (che sembra fare il paio con l’«eventuale sviluppo di traffico passeggeri» a Calata Sanità, nel porto vecchio, secondo l’idea della Confindustria) corredata a Ovest da un nuovo porticciolo e a Est da una spiaggia artificiale in mezzo al mare, collegata da un ponte.
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