Il porto della Spezia non si ferma più, l’Authority: “Nel 2025 investimenti per 138 milioni di euro”
Calata Malaspina, molo Pagliari e Garibaldi, casermette i progetti nodali. I lavori più costosi riguardano i dragaggi per il terzo bacino e gli “spianamenti”
Sondra Coggio
Container in porto
La Spezia – Supera i 138 milioni di euro, la lista delle opere che l’autorità portuale della Spezia ha messo nel piano di investimenti per il 2025, compresi gli interventi previsti a Carrara. Si salirà a ben 241 milioni nel 2026 per poi scendere ad 80 milioni nel 2027. I 138 milioni da investire quest’anno vedranno un apporto privato da 50 milioni sul waterfront, mentre 72 milioni saranno attinti attraverso la accensione di prestiti e 7 arriveranno dallo Stato. Altri 7 milioni di euro di investimenti saranno «coperti dal risultato di gestione corrente». Emerge dal bilancio di previsione 2025.
Aspettative
La relazione del dirigente Lorenzo De Conca precisa che il porto ha già bussato a potenziali risorse nazionali per oltre 31 milioni di euro «per gli interventi ancora da mettere a gara e ritenuti strategici».
Qualcosa dovrebbe arrivare. Ci sono contributi dell’Unione Europea per 584 mila euro, per progetti di digitalizzazione del settore ferroviario, per il trasporto passeggeri da e per il terminal crociere, per innovazione con l’uso di droni. Il porto ha poi fatto domanda per ulteriori 700 mila euro per soluzioni innovative nel campo della transizione energetica, della catena logistica e dell’inter-modalità. Si legge comunque che «la consistenza della cassa supera i 92 milioni, con piena capacità di copertura del servizio del debito».
Dragaggi
Le opere più costose, scorrendo la lista, sono i dragaggi: 8 milioni 400 mila euro per l’escavo del terzo bacino ed altri due per quelli che vengono indicati come “spianamenti”, uno da mezzo milione al canale di accesso al porto, l’altro alla testata del Molo Garibaldi, da un milione e mezzo.
Tema caldissimo, quello dei dragaggi, non ancora partiti. Al terzo bacino ci sono ancora da spostare i vivai dei mitilicoltori. In quanto al Garibaldi, senza dragaggio, secondo la società che gestisce il settore crocieristico «potrebbe saltare la stagione 2025». Nel bilancio non si indicano tempistiche. È tutto in divenire.
Lavori
In Calata Malaspina si conta di spendere 5 milioni di euro per un nuovo edificio da adibire a servizi e funzioni portuali, oltre a mezzo milione di frangi-onda di protezione.
Due milioni e mezzo serviranno per la ristrutturazione dei fabbricati esistenti alla banchina Tahon de Revel. Mezzo milione per ricostruire il ponte mobile in darsena, 7 milioni di manutenzioni stradali, ferroviarie, marittime, ai fabbricati, 1 per l’edificio ex Dogane in Largo Fiorillo. Ci sono poi 3 milioni di manutenzioni, che interesseranno anche il Molo Pagliari, ed 1 e mezzo per canali e condotte fognarie, più altri 3 per la cura dei parabordi, delle bitte e delle infrastruttura viarie. Per lavori alla galleria sub-alvea, un altro milione e mezzo.
Ambiente
C’è una stima di 5 milioni per impianti di produzione e accumulo di energia elettrica da fotovoltaico sui fabbricati. Ci sono quasi 2 milioni per un impianto di produzione di idrogeno rinnovabile, altrettanti per efficientare gli impianti di illuminazione “torri faro”. Per la fascia di rispetto fra porto e città, lungo viale San Bartolomeo, fra Canaletto e Fossamastra, si parla di un secondo lotto da un milione.
Ci sono poi 3 milioni per la riqualificazione della diga foranea e le opere di miglioramento del ricambio idrico interno al golfo. Non si parla ancora degli ormeggi chiesti dai diportisti in diga, sui quali risulta finanziato per ora solo uno studio. Sono citati 3 milioni e mezzo necessari per risanare l’area demaniale marittima rilasciata dalla Deposito di Arcola, destinata ai muscolai, temporaneamente parcheggiati in un capannone in darsena.
Molo Italia
Un milione 600 mila euro è previsto per la realizzazione di pontili d’ormeggio al Molo Italia, destinati ai mezzi navali del servizio tecnico nautico di rimorchio. Altri 2 milioni e mezzo di manutenzione straordinaria delle banchine e ben 7 milioni per la banchina Paita. Un milione 800 mila euro per nuove strutture a servizio della nautica sociale alle Casermette, a Pagliari.
Mezzo milione andrà al terzo lotto della piattaforma logistica del retro porto di Santo Stefano Magra: su quella zona, il porto investirà poi un milione 200 mila euro per acquisire una nuova partecipazione nella società Svar, che ha come oggetto sociale progettazioni e gestioni retro portuali.
Per la costa di Ponente, 1 milione e 300 mila euro per riqualificare la banchina e le aree attorno a Cadimare, um milione 750 mila per riqualificare la piazzetta della Protezione Civile ed i giardini pubblici di via Libertà alle Grazie, un milione e mezzo per l’adeguamento del pontile galleggiante al Fezzano.
Opere 2026
Si parla di opere per quasi 241 milioni di euro, di cui 212 finanziate dallo Stato, con 25 milioni di mutui. C’è la bonifica con dragaggio davanti al Molo Garibaldi e al canale di accesso del primo bacino portuale. C’è il completamento delle opere ferroviarie a servizio del porto. Si citano poi la stazione marittima passeggeri, la fascia di rispetto tra via San Cipriano e via Giulio della Torre. Si procederà con le manutenzioni, dalla galleria sub-alvea agli impianti. Nel 2026 si colloca l’opera di ristrutturazione e ampliamento del Molo Italia, con riqualificazione della scogliera di protezione e bonifica con dragaggio.
Ancora, si citano ristrutturazioni di immobili, realizzazione di una tettoia fotovoltaica a copertura dei binari della nuova stazione ferroviaria di Spezia Marittima. Proseguirà l’intervento di riqualificazione della diga foranea. Per l’esercizio 2026 si prevedono entrate di competenza per quasi 285 milioni, entrate in conto capitale per 249 milioni e spese per 256. La previsione per il 2026 cita sulla Spezia ancora dragaggi, questa volta al secondo bacino, ed il secondo lotto di costruzione delle rampe stradali alle Pianazze. Compresi gli interventi a Carrara, si parla di 79 milioni di euro.
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