Declassamento della Dogana di Ravenna, il terminal Tcr chiama a far “fronte comune”
E Mirko De Carli (Popolo della Famiglia) parla di schiaffo alla città
Il porto di Ravenna (foto d'archivio)
Genova - "Fronte comune per riportare la Dogana di Ravenna in prima fascia". E' quanto ha chiesto il presidente di Tcr, terminal container Ravenna (gruppo Sapir), Giannantonio Mingozzi, il quale in una nota ha ricordato che "sembra ormai certo che il declassamento dalla prima alla terza fascia dell'Agenzia delle Dogane, sia stato confermato lo scorso 23 gennaio. Se così fosse, si tratta di un vero e proprio schiaffo al nostro porto e all'intera economia ravennate che conta molto su import ed export".
Il tutto accade in "questo inizio di anno che registra buone premesse di crescita della movimentazione merci e passeggeri: ad esempio Tcr chiuderà gennaio con un più 30% di container rispetto al pari periodo 2024". Tutto ciò "con buona parte dei lavori del nuovo hub portuale in fase conclusiva, un impegno per energia, rigassificatore e Co2 messo a disposizione di tutto il Paese". Per Mingozzi la Dogana invece "andrebbe potenziata con più personale e celerità delle operazioni". E così ora "occorre un fronte comune di forze politiche, istituzioni e imprese affinché la risposta di Ravenna sia utile a Regione e Governo nelle azioni necessarie per rispristinare quella prima fascia che ci compete".
Anche Mirko De Carli, portavoce nazionale del Popolo della Famiglia, in una nota ha descritto il potenziale declassamento come "uno schiaffo alla città". Ravenna - ha proseguito - "è uno snodo cruciale per il passaggio di merci nell'Adriatico: e l'economia ravennate è strettamente connessa all'attività delle Dogane. La decisione arriva dunque come un fulmine a ciel sereno e, tra i principali scali del Nord Adriatico, a rimanere penalizzata è la sola Ravenna. Sollecitiamo la Regione e il Governatore de Pascale a lavorare fin da subito con il Governo per ristabilire la situazione".
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