In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog
Politiche internazionali

La Cina mette nel mirino Hutchison: “Vendere i porti è un tradimento”

Affondo del governo cinese sul gruppo Ck Hutchison di Hong Kong, che la scorsa settimana ha stretto un accordo con un consorzio composto dal fondo statunitense BlackRock e dal gruppo Msc per la vendita dei 43 terminal al di fuori della Cina e dei due terminal a Panama

di Alberto Quarati
2 minuti di lettura

Il terminal di Balboa a Panama: dovrebbe passare dal Hutchison alla cordata BlackRock-Msc

 

Genova – Affondo del governo cinese sul gruppo Ck Hutchison di Hong Kong, che la scorsa settimana ha stretto un accordo con un consorzio composto dal fondo statunitense BlackRock e dal gruppo Msc per la vendita dell’80% della proprietà su tutti i 43 terminal al di fuori della Cina e del 90% delle quote dei due terminal di Balboa e Cristobal, alle due estremità del Canale di Panama, per un valore di circa 20 miliardi.

A definire l’operazione «un tradimento» nei confronti del Dragone è l’ufficio governativo per la gestione degli affari di Hong Kong e Macao (Hmo): si tratta di una struttura interna al Partito comunista cinese, con base a Pechino, che sin dal 1978 si occupa delle relazioni tra le due ex colonie, che godono di un regime amministrativo speciale, e la madrepatria.

La struttura del governo cinese non è intervenuta direttamente per bocca di un suo funzionario, tuttavia ha dato risalto sul proprio sito web a un editoriale del giornale Ta Kung Pao, media di Hong Kong direttamente controllato dal governo e dal Partito comunista, che definisce l’accordo con BlackRock come un atto che «tradisce l’intero popolo cinese». Quando la settimana scorsa Hutchison ha annunciato l’accordo, il gruppo sottolineò che l’operazione non era spinta da pressioni geopolitiche, benché come noto uno dei cavalli di battaglia dell’amministrazione Trump è la ripresa del controllo del Canale di Panama e la condanna di alcune politiche che in anni passati avevano portato il Paese centro-americano ad avvicinarsi alla Cina.

L’accordo infatti è stato celebrato dagli Stati Uniti, mentre fino a ieri la Cina aveva taciuto. Ora, il duro editoriale sul giornale di governo. Che accusa la Hutchison di trascurare gli interessi nazionali per la ricerca dei propri profitti, aggiungendo che gli Usa potrebbero limitare il commercio marittimo della Cina, mentre le aziende cinesi rischiano di affrontare grandi rischi nella logistica e nelle catene di fornitura, con un impatto sull’iniziativa commerciale Belt and Road, il sistema di corridoi logistici che la Cina da anni sta costruendo in tutto il mondo.

«Questo accordo - viene scritto - è un atto di egemonia da parte degli Stati Uniti, che usano il loro potere per violare i legittimi diritti e gli interessi di altri Paesi attraverso mezzi spregevoli, come coercizioni e pressioni». Una politica che non è più politica, è la conclusione, ma un atteggiamento da azienda privata.

Fondata a Hong Kong da Li Ka Shing, che oggi ha 96 anni, la Ck Hutchison ha sempre sostenuto una politica di indipendenza commerciale rispetto alla Cina. Già nel 2015 il miliardario era finito nel mirino dei media cinesi per aver venduto molti dei suoi asset in patria in un momento di particolare criticità economica per il Paese. Ieri il titolo del gruppo ha perso in Borsa quasi il 7% e questo, spiegano gli esperti, dimostrerebbe il crescente timore degli investitori per le ingerenze del governo cinese sugli affari Hong Kong, specie in questa fase di tensioni internazionali, con gli Stati Uniti che minacciano di tassare le navi cinesi o anche solo costruite in Cina all’ingresso dei porti americani.

In effetti, alcune compagnie di navigazione starebbero trasferendo le operazioni fuori dalla città, e togliendo le navi dal suo registro di bandiera. Intervistata dalla Reuters, Vera Yuen, docente alla facoltà di Economia dell’Università di Hong Kong, ha affermato che il commento riportato dal Hmo sarebbe una «manifestazione di rischi politici e un ammonimento per le aziende che vogliono fare affari con entrambe le parti». —

I commenti dei lettori