Intelligenza artificiale e fuel verdi: la tela tra Rotterdam e Singapore
Con i suoi 15.600 mila chilometri (via Suez, perché passando dal Capo di Buona Speranza sono 21.700), la rotta tra Singapore e Rotterdam è la più grande via di comunicazione del mondo
di Alberto Quarati
Il porto di Rotterdam
Genova – Con i suoi 15.600 mila chilometri (via Suez, perché passando dal Capo di Buona Speranza sono 21.700), la rotta tra Singapore e Rotterdam è la più grande via di comunicazione del mondo: una vera e propria infrastruttura del commercio globale, che i porti alle due estremità puntano a gestire con una politica di collaborazione autonoma e mirata.
Che le due Autorità portuali stiano tessendo una relazione non solo diplomatica, ma anche più politica ne è testimonianza il rinnovo dell’accordo di collaborazione siglato ieri, a margine della Singapore Maritime Week in corso questa settimana nella città-Stato asiatica, per potenziare le iniziative per la riduzione delle emissioni di gas serra lungo la rotta - l’obiettivo è un taglio del 30% al 2030 - e migliorare le procedure burocratiche attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, per tagliare la carta nelle pratiche doganali e aumentare la fluidità delle operazioni portuali, garantendo quindi anche maggiore velocità nei servizi, con l’adozione di quello che potrebbe diventare uno standard internazionale in questo tipo di attività.
Dal 2022, i due porti hanno riunito 28 realtà della filiera del trasporto container (compagnie di navigazione, fornitori di carburante, autorità portuali e operatori, associazioni industriali, banche, istituti di istruzione superiore). Per supportare la decarbonizzazione del trasporto, la collaborazione si è concentrata sulla sperimentazione e l’accelerazione dell’adozione di carburanti sostenibili, con l’obiettivo di renderli disponibili, accettati e accessibili per un uso su larga scala.
L’enfasi sarà sulle varianti di ammoniaca, metanolo e gas naturale liquefatto di origine biologica o prodotte da fonti rinnovabili, con gruppi di lavoro istituiti per ciascun tipo di carburante.
All’atto pratico, sino ad oggi sono stati realizzati diversi progetti pilota, tra cui lo scorso anno il maggiore rifornimento di biometano sin qui mai realizzato: a Rotterdam sulla portacontainer “Brussels Express” della Hapag Lloyd, utilizzando la bettolina “Alice Cosulich” della compagnia genovese Cosulich (noleggiata all’operatore specializzato Titan). Un altro esperimento simile è previsto a Singapore quest’anno.
Altri risultati includono il completamento di una valutazione del ciclo di vita dei gas serra (Lca) dell’ammoniaca verde come combustibile marino e un forte supporto allo sviluppo e all’implementazione del piano dell’associazione internazionale dei porti (Iaph), che aiuta i porti a valutare la loro preparazione a fornire combustibili marini sostenibili.
Nella fase successiva, i partner pianificano di condurre ulteriori studi e sperimentazioni per il rifornimento di biometano, metanolo e ammoniaca per supportare il loro futuro utilizzo lungo la rotta.
Le due Authority inoltre puntano a sviluppare e mobilitare strumenti finanziari per affrontare le barriere di costo associate all’utilizzo di combustibili a basse o prossime allo zero emissioni.
Sul fronte digitale, i due porti hanno sperimentato con successo lo scambio di dati da porto a porto per scambiare le marche temporali di arrivo e partenza delle navi. A supporto delle iniziative digitali dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo), questo sforzo mira a ottimizzare la pianificazione degli arrivi delle navi e le operazioni portuali tra Singapore e Rotterdam. Entrambi gli scali hanno anche istituito un’infrastruttura di scambio dati nave-terra per l’invio sicuro delle informazioni anche con l’uso dell’intelligenza artificiale: questo dovrebbe consentire un risparmio di tempo e ridurre gli errori di immissione dati tramite il riempimento automatico dei dati. La prima sperimentazione è iniziata proprio questo mese.
I commenti dei lettori