Cold ironing, i Paesi Ue ancora divisi da tempi e strategie
L’esperto di Atene: “Ma le navi possono anche fornire energia”
dall'inviato Alberto Quarati
Una nave da crociera entra nel porto di Salonicco
Salonicco – C’è il caso di Bilbao, citato come esperienza pionieristica. C’è la Polonia che fatica a farsi finanziare l’infrastruttura in porto, fa i conti con una legge che vieta l’installazione delle rinnovabili nei porti e ha timori sulla reale sostenibilità dell’elettrificazione delle banchine, visto che un quarto dell’energia nazionale prodotta arriva dal carbone. L’Italia è l’esempio di capacità contrattuale, perché riuscita a farsi finanziare gran parte degli interventi col Pnrr, e Cipro contraria a una tariffa fissa comune a livello europeo perché rischierebbe di impattare sui costi al consumo, e non è direttamente connessa alla rete europea. O ancora Anversa che ha più potenza installata rispetto a quella effettivamente consumata dalle navi. Un po’ tutti temono l’aumento dei costi, perché i fornitori di queste infrastrutture sono pochi, quasi tutti i porti stanno arrivando al traguardo adesso.
È solo un piccolo spaccato dei tavoli tematici di dialogo organizzati dall’Espo sulle tematiche portuali, dove i funzionari delle Authority, dei terminal ma anche dell’Ecsa, l’associazione europea delle compagnie di navigazione, si sono confrontati per capire lo stato di avanzamento di cold ironing e altro.
Sull’elettrificazione, a raccogliere i dubbi c’è John Prousalidis, docente dell’Università tecnica nazionale di Atene, che mette in fila le domande e prova a fare ordine. E lancia uno spunto sulla valenza strategica che possono avere le navi con la tecnologia del cold ironing: «Come si è visto in Spagna - dice Prousalidis - le rinnovabili ci possono esporre a qualche rischio di black out. E allora perché non sfruttare il cold ironing alla rovescia, usando i potenti generatori delle navi per fornire elettricità se dovesse mancare la corrente?». Difficile, non impossibile: potrebbe essere anche questa una voce negoziabile nei contratti di fornitura.
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