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Elezioni e sviluppo

Bucci annuncia altri 300 milioni di euro per la Diga di Genova

Il governatore ligure rilancia sulle infrastrutture e il Pd contrattacca: “Riferisca sui costi, non sono soldi del Monopoli”. L’ex ministro Giovannini, intanto, promuove lo Skymetro

Emanuele Rossi
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Come potrebbe essere realizzata la nuova diga del porto di Genova

 

Genova – Altri 300 milioni per la nuova Diga del porto di Genova. Una parte saranno destinati agli extra costi della “fase A” attualmente in costruzione, l’altra andrà a rimpolpare la dotazione economica di base per la “fase B” che ancora non è stata appaltata. Lo ha anticipato il commissario alla costruzione dell’opera e presidente della Regione Marco Bucci, ieri mattina, a margine del convegno sullo sviluppo sostenibile. Ma è stata anche l’occasione, per Bucci, di polemizzare ancora con la candidata sindaca del centrosinistra Silvia Salis, sul tema annoso dei depositi chimici: «Mi tira in ballo e allora rispondo, non sono stato io a decidere quella collocazione». Parole destinate a fare discutere su un tema molto sentito sia a Sampierdarena, dove dovrebbero essere collocati i depositi chimici di Superba, sia a Multedo dove da decenni sperano di toglierli dal quartiere.

Bucci ha annunciato che risponderà alle domande dell’opposizione sulla Diga in una commissione ad hoc, martedì mattina: «Non posso parlare in aula come commissario della Diga - spiega Bucci - per questo, risponderò a tutte le richieste di chiarimento dei consiglieri sullo stato dei lavori nel corso di una commissione. Daremo tutti i numeri precisi». Dei 300 milioni in più “strappati” da Bucci a Roma, 142 milioni dovrebbero essere destinati alla copertura degli extra costi per la Fase A, attualmente in corso, mentre poco meno di 160 milioni dovrebbero andare alla Fase B, che deve ancora essere appaltata e la cui gara dovrebbe essere pubblicata nelle prossime settimane, non appena da Roma arriverà l'ufficializzazione del finanziamento.

«Bucci smentisce se stesso: gli extracosti ci sono eccome. Continuano a nascondere la realtà delle cose e a raccontare situazioni che non esistono, salvo poi scaricare sui contribuenti questo inaccettabile pressappochismo e giustificare il fallimento del loro operato - attacca il consigliere regionale del Pd Simone D’Angelo - serve chiarezza: i soldi dei cittadini non sono quelli del Monopoli. Bucci ci dica cosa sta succedendo senza continuare con le prese in giro». E il capogruppo dem Armando Sanna chiede di riferire anche in consiglio regionale: «Bucci smetta di mistificare la realtà e di voler cambiare le carte in tavola. La verità è che vuole scappare dalla discussione pubblica, non vuole mettere la faccia davanti ai cittadini liguri».

Il clima d’altro canto è quello della campagna elettorale permanente più o meno in corso in Liguria da un anno. E Bucci è sempre protagonista, anche quando non è lui il candidato. Il presidente della Regione se la prende con la candidata Salis: «Silvia Salis dice che il trasferimento dei depositi chimici da Multedo a Ponte Somalia è stata una mia scelta. È completamente sbagliato. Lo ha scelto il direttore tecnico, la commissione tecnica del porto. Non lo ha scelto il sindaco: errore enorme». Bucci ha sempre sostenuto però quella proposta e Salis commenta così: «Lo studio tecnico aveva dato quattro possibili collocazioni diverse, poi si è puntato su Ponte Somalia. Se non è stato Bucci sarà stata l’intelligenza artificiale..». Sul tema il candidato sindaco del centrodestra Pietro Piciocchi è più tiepido e ha detto di voler attendere la pronuncia del Consiglio di Stato.

Altro fronte, sulle infrastrutture, è quello dello Skymetro della Valbisagno. E su questo tema Piciocchi incassa una sorta di assist dall’ex ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini, che all’epoca del governo Draghi decise di stanziare i 398 milioni per l’opera: «Il progetto Skymetro è stato analizzato in tutte le forme, anche verso altre alternative. È tutto pronto. A mio parere, si tratta di andare avanti, ovviamente curando le possibili interferenze», sostiene Giovannini che non vuole entrare nel dibattito tra favorevoli e contrari, «ovviamente è una scelta politica, ma sul fatto che si possano trasferire i soldi su un’altra scelta dovete chiedere all’attuale ministro» e cioè a Matteo Salvini.

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