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Verso il decreto del governo

Paroli: “Due porti, regole diverse. Per Genova-Savona è ora di cambiare”

Audizione in commissione Trasporti della Camera ieri per Matteo Paroli, presidente in pectore dei porti di Genova e Savona: il parere della commissione Ambiente al Senato sull’idoneità dell’avvocato livornese alla guida dei due scali è stato espresso ieri

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Il porto di Genova

 

Genova – Audizione in commissione Trasporti della Camera ieri per Matteo Paroli, presidente in pectore dei porti di Genova e Savona: il parere della commissione Ambiente al Senato sull’idoneità dell’avvocato livornese alla guida dei due scali è stato espresso ieri (sì a larghissima maggioranza, 4 astenuti), oggi sarà il turno della commissione alla Camera. I verbali saranno trasferiti al ministero dei Trasporti, che in 5 giorni dovrebbe emettere il decreto di nomina.

Rispondendo alle domande dei parlamentari - in particolare quelli liguri- Paroli ha sottolineato due aspetti strategici, che riguardano la gestione dei porti e il loro futuro Piano regolatore. Incalzato dalla vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Valentina Ghio, che ha chiesto a Paroli in tema di trasparenza se aveva avuto modo di vedere la relazione degli ispettori del ministero dei Trasporti sulle concessioni, l’attuale segretario generale del porto di Livorno ha risposto che no, la relazione non l’ha ancora vista, ma che dalle informazioni in merito (essenzialmente a mezzo stampa) parrebbe che una delle criticità emergenti riguardi «una serie di anomalie nell’organizzazione regolatoria dell’ente, con diverse distonie tra i vari porti del compendio». Insomma, quello che a Genova si fa un modo, a Savona si fa in un altro: Paroli spiega che una volta ricevuta la relazione, uno dei suoi primi passi sarà proprio questo: «Confrontarmi coi dirigenti dell’Autorità su quanto rilevato dagli ispettori e lavorare per porre rimedio a queste distonie». A maggior ragione, Ghio è tornata a chiedere che la relazione sia resa pubblica. Sul tema del Piano regolatore portuale, sollevato da Giulia Pastorella (Azione), Paroli torna sulla flessibilità di interpretazione che, ricorda, sarebbe corroborata anche da due sentenze del 2012, una del tribunale civile di Genova e l’altra del Tar ligure, «che hanno individuato quali devono essere i limiti al di là della mera applicazione burocratica del piano regolatore». Proprio il conflitto in Consiglio di Stato fra i terminalisti Psa-Sech e Spinelli, che nei fatti ha determinato la nullità della concessione di quest’ultimo, si basa proprio sull’interpretazione di cosa è scritto nel Piano regolatore.

È quel «clima frizzantino» di cui ha parlato il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, un mese fa incontrando la comunità portuale, richiamato anche ieri da Paroli: «Il clima nei porti è sempre frizzantino, ma quando degenera, si riflette nei livelli di efficienza, nella serenità di operatori portuali e lavoratori, e ciò si trasforma giocoforza in una contrazione dei traffici, l’esatto contrario del lavoro che deve svolgere un’Autorità di sistema portuale». Detto questo, Paroli è tornato anche sulla necessità di una riforma della regolamentazione sui piani regolatori («una variante al piano non può attendere anni per essere modificata». Il Pd ha sollecitato Paroli su un altro tema, ossia quello del Comitato di gestione, chiedendo se non sia opportuno per la nomina attendere il risultato elettorale alle amministrative genovesi.

Su questo punto il funzionario ha risposto che ci sono tempi tecnici, ricordando tuttavia che indipendentemente dall’amministrazione che lo ha nominato, tra il rappresentante nel board e l’ente rappresentato corre il vincolo fiduciario, al netto del fatto che l’Authority si impegnerà a mantenere «rapporti diretti e di collaborazione» con tutti gli enti territoriali interessati all’attività dello scalo.

Da Luca Pastorino (misto) l’appello «a mettere ordine in un disastro di relazioni» tra i vari enti pubblici «che si perpetra da anni». «Siamo qui per votare i requisiti di comprovata capacità, e mi sembra che il curriculum di Paroli ne sia la testimonianza, essendo tra l’altro partito dal basso della macchina amministrativa portuale - conclude Maria Grazia Frijia (FdI) -. Bene il riferimento ai temi della sicurezza sul lavoro, alla tutela dei lavoratori e all’impostazione di dialogo con le altre istituzioni». —

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