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L’insediamento lunedì a Palazzo San Giorgio

Matteo Paroli: “Il mio primo atto sarà la nomina del board. L’incontro in Regione? Scelta trasparente” | Intervista

“Ricordo quando a Livorno era presidente il compianto Giuliano Gallanti. ‘Paroli, andiamo a pranzo alle 13.30?’. Se alle 13.30 e quarantacinque secondi non ero lì, cominciava a tempestami di chiamate”. Matteo Paroli è il nuovo commissario dei porti di Genova e Savona

di Alberto Quarati
3 minuti di lettura

Matteo Paroli

 

Genova – «Lei è puntuale. Caratteristica genovese: ricordo quando a Livorno era presidente il compianto Giuliano Gallanti. “Paroli, andiamo a pranzo alle 13.30?”. Se alle 13.30 e quarantacinque secondi non ero lì, cominciava a tempestami di chiamate». Matteo Paroli è il nuovo commissario straordinario dei porti di Genova e Savona, con la prospettiva di diventarne il presidente: raggiungerà Palazzo San Giorgio lunedì pomeriggio.

Prima ancora dei grandi dossier come il Piano regolatore, la aspettano un Comitato di gestione scaduto e una serie di atti urgenti, a partire dalle concessioni.
«In effetti il primo atto formale sarà proprio quello di nominare il board. La figura del commissario di Autorità di sistema portuale è infatti peculiare: i poteri sono gli stessi di un presidente, per deliberare ha bisogno del Comitato di gestione. Tra lunedì e martedì incontrerò la sindaca di Genova, Silvia Salis, il sindaco di Savona, Marco Russo, il direttore marittimo della Liguria, l’ammiraglio Antonio Ranieri e il governatore ligure Marco Bucci. Ringrazio tutti per la disponibilità a ricevermi a stretto giro, ma se posso in particolare i due sindaci: la loro risposta è stata immediata e questo a mio avviso è indice di un grande spirito di collaborazione. Dopo gli incontri penso conosceremo i soggetti designati da questi enti. Non va dimenticato che il Comitato ha un’importanza centrale: deve deliberare atti chiari e inattaccabili per il funzionamento dei porti, e per questo al suo interno è necessaria quanto più possibile una comunanza di visione. Bisogna procedere con grande coerenza e condivisione amministrativa».

Quali sono a suo giudizio gli atti più urgenti?
«Ci sono tutta una serie di atti finalizzati a garantire l’operatività del porto».

Il caso Spinelli-Hapag Lloyd è il più noto.
«Non scendo nel dettaglio, ma è evidente che va prolungata oltre il 1 luglio la concessione-ponte per garantire continuità a un’azienda che dà lavoro a centinaia di famiglie, che non può essere lasciata nel limbo operativo, come è stato sottolineato anche dai sindacati. Questo va fatto con coerenza negli atti. Che vengano dalla Germania, da Singapore o dalla Cina, gli investitori non possono sottostare al fatto che gli atti cambino direzione al primo vento o alla prima brezza. In questo l’Adsp opera rappresentando l’impegno dello Stato. Ma c’è anche molto altro: come dicevo, sussistono per esempio dei temi di organizzazione interna all’ente. Oggi a Savona manca una figura apicale di riferimento, e quindi c’è urgenza di intervenire presto anche sul tema degli organici».

I commissari nominati in questi giorni diventeranno presidenti una volta raggiunte dal governo le intese politiche. Quando succederà?
«Questa è una domanda a cui non so risponderle. Sono temi che riguardano il livello politico, che non mi compete».

E da presidente dovrà rinominare un nuovo comitato di gestione?
«In base alla norma, che disciplina l’ordinario, in effetti sì. Se cioè per assurdo fra sette giorni io o chiunque venisse nominato presidente, si troverebbe a dover nominare un nuovo Comitato. Questo, nell’ordinario. Vero è che la situazione oggi non è ordinaria, e che l’amministrazione agisce nel principio dell’economia degli atti: impegnare gli enti alla nomina di un nuovo board a poche settimane dall’insediamento del board precedente ha poco senso. Ma per una modifica di questa situazione è necessario un intervento normativo».

Ha fatto discutere il suo incontro qualche settimana fa in Regione con i terminalisti. «Devo dire che ne sono rimasto sorpreso. La mia intenzione era quella, in vista dell’arrivo in Liguria, di incontrare quanti più possibili rappresentanti delle varie categorie portuali. Intendiamoci, non le singole aziende, ma proprio le associazioni di categoria. Questo per poter conoscere un po’ meglio la realtà di Genova e Savona, giocando di anticipo rispetto a quanto potessi fare standomene fermo a Livorno. E se avessi scelto una saletta riservata, un bar, un sottoscala o un ristorante in riviera ci sarebbe stato davvero da essere perplessi. Ho scelto per ricevere Confindustria il posto più inclusivo e trasparente a livello istituzionale, la Regione, con il presidente Bucci che mi ha messo a disposizione una stanza. Sono stato impallinato, penso a torto. Così ho interrotto subito il progetto».

Prossimo segretario generale?
«È veramente molto presto per parlarne. Ora iniziamo a costituire il board per riprendere a lavorare».

Nelle audizioni alle Camere ha sottolineato l’aspetto della riorganizzazione del personale interno all’ente.
«Non ho la pretesa di conoscere tutte le persone che lavorano in Authority, anche se con molti dei dirigenti abbiamo condiviso la carriera, siamo cresciuti professionalmente insieme e sono persone di altissima competenza: non lo dico per dire, imparerete a conoscermi e capirete che non sono persona da salamelecchi. Credo che gli enti siano un po’ come dei motori, e ogni tanto c’è bisogno di togliere le ragnatele dai pistoni. Ecco, a Genova e Savona daremo una sgasata, per far lavorare al meglio la macchina».

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