In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog
La storia

“Stockholm”, l’ora dell’ultimo viaggio. Era il transatlantico più vecchio al mondo

La nave, tristemente famosa per aver affondato l’ ”Andrea Doria” nel 1956, sarà demolita in Belgio dopo una lunga carriera e 11 nomi diversi

Matteo Martinuzzi
2 minuti di lettura
La nave nella sua ultima versione come "Astoria" 

Dopo 77 anni finisce in demolizione il transatlantico più longevo del mondo e insieme l’ultimo che è rimasto in servizio fino a pochi anni fa: anche l’inossidabile “Stockholm” infatti, la nave da trasporto misto passeggeri-merci che nel 1956 aveva speronato e mandato a fondo la “Andrea Doria”, verrà trasformato in rottame. Molta parte di lei probabilmente brucerà nell’altoforno di qualche acciaieria. Con le lamiere svaporeranno decenni di storia, quella con la esse maiuscola così come i frammenti di vita e i piccoli segreti delle decine di migliaia di persone che nei decenni hanno percorso con lei miglia e miglia di mare.

Lo Stokholm dopo lo scontro con la Andrea Doria 

Martedì scorso, l’azienda belga Galloo è stata l’unico offerente all’asta per demolire l’unità, ridotta quasi un relitto, per il prezzo di saldo di 200 mila euro. Nella sua sede nel porto di Gand, la Galloo ha una lunga reputazione nello smantellamento, la bonifica e il riciclaggio di navi ormai obsolete. Lo “Stockholm” oggi è nella vicina Rotterdam: per lui quindi non ci sarà nemmeno la lunga marcia funebre, col traino dei rimorchiatori, verso le spiagge dell’India o del Pakistan, come è stato per altre vecchie glorie dei mari. La nave batteva bandiera portoghese, deve quindi essere demolita in un cantiere di riciclaggio riconosciuto a livello europeo. Per questo mezzo relitto, fermo da cinque anni, costava troppo persino raggiungere la Turchia. Secondo quanto dichiarato dalla Galloo, la società recupererà dalla demolizione della nave più di 12 mila tonnellate di materiale, tra cui metalli ferrosi e non ferrosi, legno, vetro e plastica. Verrà riciclato oltre il 97% in materie prime rinnovabili. La Galloo inoltre dovrà saldare il debito della nave con la società proprietaria del molo in cui era ormeggiata sin dal 2022 in stato di totale abbandono.

Costruita nel 1948 a Stoccolma, la nave era nata come un povero rimpiazzo della più prestigiosa “Stockholm” realizzata dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone (oggi Fincantieri) e andata perduta per cause di guerra nel corso del secondo conflitto mondiale senza aver mai navigato con passeggeri paganti.

I più anziani proveranno sicuramente un brivido nel ricordare la più grande tragedia della marina mercantile italiana nel secondo dopoguerra. L’“Andrea Doria”, ammiraglia della Società Italia di Navigazione, affondata nel 1956 al largo di Nantucket a causa dello speronamento da parte della nave svedese, in cui perirono oltre 50 persone.

Lo “Stockholm” è legato a doppio filo con la storia di Genova, visto che la Superba era il porto d’immatricolazione e il capolinea del “Doria”, senza dimenticare che questo leggendario transatlantico era nato grazie all’abilità delle maestranze dell’Ansaldo di Sestri Ponente. Ma Genova è stata anche il luogo in cui il vecchio “Stockholm” è stato profondamente ristrutturato all’inizio degli anni Novanta presso le riparazioni navali.

Nel corso di questi lavori venne completamente ricostruita la sovrastruttura, furono aggiunte delle antiestetiche controcarene e sostituiti i vetusti motori. La stazza lorda passò da 12.165 a 16.144 tonnellate. Ovviamente fu costretta anche a importanti lavori di riparazione dopo l’incidente con il “Doria” in cui perse l’intera prua all’interno dello scafo della nave italiana. Questi avvennero allora a New York presso il cantiere Bethlehem Steel Company Shipbuilding Division.

Tutti ricordano questo vecchio transatlantico come “Stockholm”, ma in realtà si chiamò così solo sino al 1960. Dopo, una sfilza di nomi diversi, via via che cambiava la bandiera, la proprietà passava di mano, il prestigio (già non molto all’origine) scemava anno dopo anno. Lo “Stockholm” è così diventato “Volkerfreundschaft”, poi più semplicemente “Volker” e ancora “Fridtjof Nansen”, “Italia I”, “Italia Prima”, “Valtur Prima” e infine “Caribe”, “Athena”, “Azores” fino all’ultimo “Astoria”: 11 nomi per 77 anni di attività. L’ultimo armatore di questa nave è stato la Cruise & Maritime Voyages (Cmv), che però non ha retto alla crisi del settore causata dalla pandemia ed è stata costretto a dichiarare fallimento. L’“Astoria” però non era di proprietà della Cmv, ma era a noleggio e già prima della crisi era previsto che questa tornasse al suo proprietario, un pool di banche, a ottobre 2020.

I commenti dei lettori