Diga di Genova, pronto il bando. Buste aperte a metà ottobre
La Regione Liguria ha pubblicato il bando per la realizzazione della Fase B della nuova Diga foranea del porto di Genova: i lavori, come noto, dovranno procedere in parallelo rispetto alla Fase A, con l’obiettivo di avere tutti i cassoni posati entro la fine del 2027
di Alberto Quarati
La posa del decimo cassone lungo la Fase A della nuova Diga, una settimana fa
Genova - La Regione Liguria ha pubblicato il bando per la realizzazione della Fase B della nuova Diga foranea del porto di Genova: i lavori, come noto, dovranno procedere in parallelo rispetto alla Fase A, con l’obiettivo di avere tutti i cassoni posati entro la fine del 2027. Nel dettaglio, il bando prevede una base d’asta di 444,1 milioni di euro (di cui 337 circa di lavori soggetti a ribasso e 107 circa non assoggettabili a ribasso tra oneri di sicurezza e costi della manodopera). La dotazione finanziaria dell’opera è di 469,8 milioni di euro, di cui 270 dal decreto legge 19/2024 (“Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Pnrr”); 142,8 dal decreto legge Economia dello scorso 30 giugno (di cui 50 sono risorse per l’anno prossimo e 92,8 per il 2027) e infine 57 milioni a carico della Regione Liguria (approvati con la legge regionale 8/2024). Il bando si chiude il 30 settembre, l’apertura delle buste, dopo la valutazione di una commissione di tre esperti, è prevista una quindicina di giorni dopo, quindi metà ottobre. Il tempo utile per ultimare tutti i lavori compresi nell’appalto è fissato 1.188 giorni, tre anni e tre mesi: il cronoprogramma stabilito all’interno del progetto esecutivo dell’opera.
Se quindi i lavori dovessero iniziare alla fine del 2025, significa che l’opera potrebbe essere conclusa complessivamente nel 2028, quindi oltre le stime preventivate sin qui dalla struttura commissariale che gestisce l’opera, ossia fine 2027. «Tuttavia bisogna tenere conto - spiega il subcommissario al Programma straordinario per la ricostruzione, Carlo De Simone - del fatto che nell’arco di due anni la Diga foranea, nella sua interezza grazie alle lavorazioni condotte in parallelo tra la Fase A e la Fase B, nei fatti sarà già in grado di assolvere alle sue funzioni, ossia proteggere il porto di Genova su uno specchio acqueo più ampio dell’attuale. L’anno circa necessario al completamento dei lavori è riferibile alle opere accessorie e di rifinitura, in particolare sulla parte emergente dell’infrastruttura. Inoltre, va considerato che il progetto esecutivo dell’opera è online e consultabile da giugno dello scorso anno sia sul sito dell’Autorità di sistema portuale che su quello della Struttura commissariale: le aziende interessate quindi hanno da tempo gli elementi necessari per poter formulare un’eventuale offerta».
Un’offerta dove la velocità d’esecuzione è soggetta a un meccanismo premiale per l’aggiudicazione dell’appalto. Secondo la documentazione del progetto esecutivo, il cronoprogramma - dalla firma del contratto alla realizzazione dell’opera - prevede un periodo di 31 mesi (due anni e mezzo), che diventano appunto 39 (1.188 giorni o tre anni e tre mesi) compreso il completamento dei lavori di demolizione della vecchia diga.
La simulazione contenuta nel progetto esecutivo prevedeva l’inizio delle attività operative, con la bonifica bellica, a maggio di quest’anno e l’effettivo termine di tutti i lavori a dicembre 2027, ma è evidente che qualche ritardo c’è stato, se il governo come si è visto ha sbloccato una parte consistente delle risorse necessarie alla fine del mese scorso - un passaggio che tuttavia non poteva essere dato per scontato, visto che la Fase B non era finanziata dal Piano nazionale complementare al Pnrr, a differenza della Fase A. I 30 cassoni in calcestruzzo da 40 metri ciascuno saranno posati da Ponente verso Levante, congiungendo così la Fase B alla Fase A dell’opera, per una lunghezza di circa un chilometro e 200 metri.
Sono previsti 1,7 milioni di tonnellate di ghiaia, 480 metri di colonne di consolidamento, 1,2 milioni di tonnellate di materiale pietroso (“tout venant”) per lo scanno di imbasamento dell’infrastruttura. I cassoni saranno riempiti con 200 mila metri cubi di materiale di dragaggio, 313.800 metri cubi di materiale risultante da demolizioni.
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