Autorità portuali, arrivato alla Camera l’ultimo ok a Paroli. Bagarre sulle nomine di Roma e Bari
Riprende dopo lo stallo delle ultime settimane il voto alle commissioni parlamentari per la nomina dei nuovi presidenti delle Autorità di sistema portuale italiane. Ieri il dossier è stato affrontato dalla commissione Trasporti alla Camera
di Alberto Quarati
Palazzo San Giorgio, sede dell'Autorità di sistema portuale di Genova-Savona
Genova - Riprende dopo lo stallo delle ultime settimane il voto alle commissioni parlamentari per la nomina dei nuovi presidenti delle Autorità di sistema portuale italiane. Ieri il dossier è stato affrontato dalla commissione Trasporti alla Camera, con Matteo Paroli, commissario e presidente in pectore degli scali di Genova e Savona, che ha incassato il voto della maggioranza più il Partito democratico.
L’ex segretario generale del porto di Livorno quindi è in pole position per diventare il primo presidente di questa maxi-tornata di nomine, avendo già incassato il via libera dal Senato lo scorso maggio. Genova e Savona sono i porti commissariati da maggior tempo, quasi due anni: ora gli uffici parlamentari devono trasmettere l’esito delle votazioni al ministero, che a sua volta procederà a notificare la nomina al numero uno di Palazzo San Giorgio, procedura che potrebbe concludersi all’inizio della prossima settimana.
Un tempo la consegna avveniva con tanto di lettera recapitata a mano dall’ammiraglio del porto, oggi i presidenti si dovranno accontentare di tenere d’occhio la loro posta elettronica. Ieri sono stati votati altri tre presidenti in pectore: Bruno Pisano per La Spezia-Marina di Carrara, Raffaele Latrofa per i porti di Roma (Civitavecchia, Fiumicino, Gaeta) e Francesco Mastro per Bari-Brindisi. In tutti e tre i casi - come per gli altri cinque nominativi già individuati dal governo che dovranno passare alle Camere - è la prima votazione, cui dovrà seguire quella al Senato: alla luce del calendario, è probabile che le ultime nomine ancora da concordare e in scadenza nei porti questo mese (Palermo-Trapani, Sardegna e Gioia Tauro) saranno materia per la ripresa dei lavori in Parlamento dopo la pausa estiva.
Pisano, imprenditore fortemente voluto come presidente dalla comunità locale, ha raccolto il sostegno della maggioranza con l’astensione dell’opposizione, mentre più movimentate sono state le altre due votazioni.
Per quanto riguarda i porti di Roma, Latrofa ha dovuto incassare il voto contrario del M5S (Pd astenuto): l’audizione nella quale il fino a ieri vicesindaco FdI di Pisa rivendica la sua attività di ingegnere idraulico su opere per un valore complessivo consolidato di 20 milioni di euro durante la sua carriera, oltre alla gestione del porto di Viareggio e l’assessorato all’Arno, non sono riusciti a fugare i dubbi dell’opposizione circa le comprovate competenze in materia portuale richieste dalla legge.
Anche su Bari-Brindisi c’è stata polemica: qui Mastro, nome condiviso tra il governo e il presidente di centrosinistra della Regione Puglia, Michele Emiliano, è passato sostanzialmente con i voti del Partito democratico, mentre Cinque Stelle e partiti della maggioranza si sono astenuti.
Una gestione che Roberto Traversi e Antonino Iaria, deputati pentastellati alla commissione Trasporti, giudicano «ridicola. Una nomina proposta dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che non è stata sostenuta neanche dalla sua maggioranza, astenutasi in blocco. Un episodio incredibile: il ministro indica un nome, i suoi parlamentari non lo seguono. Lo scricchiolio della maggioranza si fa sentire, il segnale politico è grave: Salvini viene smentito dagli alleati». Ieri era in agenda anche il voto su Davide Gariglio (Livorno-Piombino) slittato a una prossima riunione, forse la settimana prossima.
Alla commissione Ambiente e lavori pubblici del Senato è stato invece incardinato l’altro ieri l’atto di nomina di Latrofa e di Eliseo Cuccaro (Napoli-Salerno). Riassumendo: Paroli è in attesa del decreto di nomina, Pisano e Mastro devono ora essere votati al Senato, Latrofa deve essere audito e votato al Senato. Cuccaro e Matteo Gasparato (Venezia) devono essere ancora auditi e votati presso entrambe le camere; Giovanni Gugliotti (Taranto), Francesco Benevolo (Ravenna) e Antonio Gurrieri (Trieste) devono essere votati alla Camera e al Senato.
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